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La collaborazione è la chiave del successo
Il Comites presenta la relazione sulle sue attività nel 2005
Der Präsident des Comites berichtet ber die Aktivitäten im vergangenen Jahr und betont die produktive Zusammenarbeit mit deutschen und italienischen Vereinen und Institutionen.
Egle Maguolo-Wenzel
Recentemente gli italiani nel mondo hanno eletto per la prima volta nella Circoscrizione Estero 18 parlamentari. Nella ripartizione Europa sono stati eletti 2 senatori e 6 deputati (*) che, presumibilmente, si sentiranno tenuti a tutelare in primo luogo i diritti e gli interessi dei loro elettori. Esiste ancora il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), chiamato anche (a volte ironicamente) il “parlamentino” degli italiani all’estero, di cui 65 membri vengono eletti all’estero da membri dei Comites, rappresentanti di sindacati, patronati, partiti, associazioni ecc., mentre 29 sono di nomina governativa. Anche il CGIE dovrebbe tutelare i suddetti diritti ed interessi. Poi ci sono i Comites (Comitati degli Italiani all’Estero), eletti a suffragio universale in ogni circoscrizione consolare. Sono questi i più vicini ai “tutelati” e quindi quelli più facili da misurare sul campo. In marzo il Comites di Monaco di Baviera ha presentato la relazione annuale molto dettagliata delle sue attività nel 2005 (il testo integrale si trova al sito www.comites-monaco.de) “Uno dei temi su cui il Comites si mobilitato fortemente – afferma il suo presidente Claudio Cumani - stata la difesa dei corsi di lingua e cultura italiana che il governo bavarese ha deciso di chiudere entro cinque anni.” Lo ha fatto tramite interventi presso giornali e radio locali, con raccolte di firme, incontri con la collettività italiana, con operatori del settore (insegnanti, enti gestori ecc.) ed istituzioni italiane e tedesche. “La commissione scuola – si legge nella relazione – si sta impegnando per promuovere la costituzione di un unico ente per il sostegno scolastico e la promozione della lingua e cultura italiana con sede nella circoscrizione consolare, al fine di ridurre le spese di gestione, garantire la qualificazione dell’offerta formativa, permettere una migliore pianificazione degli interventi ed una puntuale verifica del lavoro svolto e dei suoi risultati.” Una novità nel campo dell’informazione stata l’istituzione dello “Sportello per i cittadini”, a cui ci si può rivolgere ogni lunedì e giovedì, dalle ore 18:00 alle ore 21:00 – di persona o per telefono – per esporre i propri problemi, le proprie richieste, le proprie idee. È prevista inoltre la pubblicazione di opuscoli informativi su vari temi specifici, come legislazione sugli stranieri, cittadinanza, lavoro e previdenza sociale, istruzione, formazione professionale ed aggiornamento, salute, affitto, assicurazioni, nonché, in collaborazione con il “Verein für Internationale Freundschaften e.V.” di Dortmund, quattro manualetti sui temi dell’assistenza sociale agli anziani. La volontà di occuparsi – e, se possibile, assistere in qualche forma – soprattutto chi si trova, per varie ragioni, in situazioni particolarmente difficili, il Comites l’ha espressa visitando i carcerati italiani in diversi istituti di pena bavaresi. Un tema molto discusso nel 2005 stato il riconoscimento da parte del Governo bavarese del diritto alla doppia cittadinanza per cittadini italiani. A questo proposito il Comites giustamente orgoglioso di aver sorretto, “tramite la segnalazione di un caso esemplare – con il costante aggiornamento della documentazione di supporto – l’utile e fruttuosa azione del nostro Consolato e della consigliera comunale Fiorenza Colonnella presso le autorità locali, che alla fine si sono viste costrette all’accettazione di un diritto che agevolerà l’integrazione dei nostri connazionali”. Il Comites ha inoltre saputo essere costantemente ed attivamente presente (ricordiamo che composto da 12 persone che impegnano il loro tempo libero, senza alcuna ricompensa), avvalendosi di una proficua collaborazione con istituzioni, enti ed associazioni, in vari incontri di carattere commemorativo, culturale ed informativo. “Abbiamo continuato – afferma Claudio Cumani nella relazione – l’impegno per far conoscere il Comites anche fuori della realtà italiana locale, partecipando attivamente alle manifestazioni in difesa dei corsi di lingua e cultura straniera (Muttersprachlicher Ergänzungsunterricht) anche in incontri ufficiali al Ministero bavarese della Cultura. Grazie a queste iniziative si sono intensificati i rapporti con l’Ausländerbeirat di Monaco di Baviera, con associazioni tedesche e non, con professionisti interessati al tema dell’integrazione (giornalisti, docenti ecc.): speriamo che la rete di rapporti intessuta si riveli utile nel lavoro di informazione, sensibilizzazione e cooperazione che la comunità italiana deve fare anche verso la società e la politica tedesca – in cui viviamo – e verso la società e la politica italiana – con cui intendiamo mantenere rapporti fecondi ed utili.”E… dulcis in fundo … “Nel corso del 2005 il Comites è riuscito a chiudere con ampio consenso e soddisfazione tutti i contenziosi ricevuti in eredità dalle passate gestioni, nella direzione di un rafforzamento di un clima di fiducia e collaborazione collettiva necessario al funzionamento efficace del Comitato.”
(*) In Germania il 44,8 dei voti andato all’Unione, il 32,9 % a Forza Italia. A Monaco l’alleanza di Prodi ha raccolto il 50,8 % dei consensi, mentre per Berlusconi ha votato il 27 %. Nella ripartizione Europa sono stati eletti alla Camera: Franco Narducci, Arnold Cassola, Gianni Farina per l’Unione; Massimo Romagnoli, Guglielmo Picchi per Forza Italia; Antonio Razzi per l’Italia dei Valori ed al Senato: Claudio Micheloni per l’Unione ed Antonella Rebuzzi per Forza Italia.
L’odore della libertà
Siamo davvero orgogliosi di vivere in una nazione all’avanguardia nel rispetto ambientale e dove è ancora consentita la libertà di fumare nei locali pubblici?
Wann wird auch im umweltbewussten Deutschland das Rauchverbot für Restaurants und Arbeitsplätze eingeführt?
Gianni Minelli
Quando, dopo una vacanza in Italia, si torna quassù e si entra in un ristorante, subito si annusa l’odore della… libertà. E finalmente ci si può accendere una sigaretta mentre si aspetta il cameriere, tra una portata e l’altra, e mentre si beve il caffé. E si può tranquillamente rispondere a chi ci disturba chiedendoci di avere per lo meno riguardo per i due bambini che siedono al tavolo accanto: “Andate nei locali dove ci sono spazi per voi non fumatori o nei macdonald’s invece di star qui a limitare la libertà degli altri!” Oppure, meglio, tornatevene in Italia, dove è sì vietata la pubblicità delle sigarette, ma nessuno fa diligentemente la raccolta differenziata dei rifiuti. Là si possono comprare le bevande in bottiglie di plastica gettando impunemente il vuoto nel secchio dell’immondizia, una cosa da terzo mondo! E sul posto di lavoro? Tutti sappiamo bene che sarebbe di grande aiuto fumare per vincere lo stress, e invece non si riesce più a lavorare come si deve. Purtroppo anche qui i “Geniesser” vengono sempre di più costretti in appositi “vespasiani” posti magari all’aperto o lontani dai posti di lavoro con una grande perdita di tempo e un notevole danno alla produttività e alla salute di chi deve in fretta fumarne una. Sebbene anche in Germania sia stata introdotta la normativa per stampare sul pacchetto di sigarette le famose diciture sulla pericolosità del fumo, almeno qui sono più discrete e non rovinano tanto il gusto di fumare: “Rauchen kann tödlich sein” – invece di “Il fumo uccide”. Tutta un’altra cosa! Ma siamo certi che in Italia la proibizione non durerà ancora a lungo. Anche se, dopo poco più di un anno dall’entrata in vigore della normativa sul divieto di fumo nei locali pubblici e sui posti di lavoro, indagini statistiche dettagliate – che non sono certo state mai il forte del Bel Paese - sembrano mostrare che, nonostante il rispetto dei divieti superiore al 95%, la gente non va di meno a mangiare fuori, sappiamo che gli italiani non sono campioni di costanza. È solo una questione di tempo, prima o poi si lasceranno andare alla loro proverbiale dolce vita!
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Le cifre Il fumo di tabacco è la seconda causa di morte e rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie croniche e invalidanti. I decessi provocati dal fumo sono infatti 5 milioni ogni anno in tutto il mondo, 650 mila in Europa e pi di 80 mila in Italia, dove fuma circa il 24% della popolazione con più di 14 anni di età. La Germania, dove si calcolano da 110 fino a 140 mila decessi provocati dal fumo all’anno, è il Paese che ha la maggiore densità di distributori automatici di sigarette nel mondo: 830 mila, la metà dei quali posti all’esterno. Qui è più facile comprare un pacchetto di sigarette che qualsiasi genere alimentare. Si calcola che i fumatori vadano incontro ad una riduzione della durata della vita media di circa otto anni. Dalle indagini Doxa-Iss-OssFad sul fumo in Italia è emerso che, rispetto al 2004, i fumatori sono diminuiti dal 26,2 al 25,6%, mentre gli ex fumatori sono aumentati, passando dal 17,9 al 18,6%. In totale, circa 500 mila fumatori hanno quindi smesso nell’ultimo anno. Per quanto riguarda gli effetti indiretti della nuova legge, nel periodo gennaio-novembre 2005 si registrata una riduzione complessiva del 5,7% nella quantità di sigarette vendute. Nel periodo gennaio-settembre 2005 le vendite di prodotti sostitutivi della nicotina sono quasi raddoppiate (+ 91,9%) rispetto allo stesso periodo del 2004.
Die deutsch-italienische Schule in Rom: Ein geschichtsträchtiges Jubiläum
Der erste Abiturjahrgang feiert 50 Jahre nach der erfolgreich bestandenen Reifeprüfung
50 anni fa nove studenti conseguirono il diploma di maturità. In sé niente di speciale, se non si trattasse di ragazzi tedeschi o italo-tedeschi ammessi al primo esame di maturità della scuola italo-tedesca di Roma dopo la seconda guerra mondiale. Una di loro, Claramaria Nagler, ricorda quell’esperienza e la ricerca di un’appartenenza etnica, e racconta della festa tenutasi in occasione del 50o anniversario del diploma di maturità.
Kirsten Ossoinig
„Freude, Dankbarkeit, Anhnglichkeit und Sentimentalität“ empfindet Claramaria Nagler, wenn sie sich an ihre Schulzeit erinnert. Im Jahr 1956 gehrte sie dem ersten Abiturjahrgang der deutsch-italienischen Schule in Rom an. Zum 50-jhrigen Jubiläum des geschichtsträchtigen Schulabschlusses treffen sich unter anderem sieben der neun ehemaligen Abiturienten zu einer Feier im Juli in München. An sich haben solche Treffen für Claramaria Nagler schon Tradition, denn sie finden seit Anfang der achtziger Jahre immer wieder statt. Zwanzig Mal kamen in dieser Zeit ehemalige und „aktuelle“ Schüler der römischen „Scuola Germanica“ alljährlich meist in München zusammen. Vielleicht wurde der Zusammenhalt, von dem diese Treffen zeugen, geprägt von der damaligen schwierigen Situation: Als Tochter eines Deutschen – ihr Vater arbeitete als Schneider der Schweizer Garde im Vatikan – und einer Italienerin pendelte Claramaria Nagler als Kind, wie sie sagt, „zwischen deutschen und italienischen Schulen“. Dabei habe sie immer wieder „die eine oder andere Sprache“ vergessen und habe oft sowohl Deutsch als auch Italienisch wieder erlernen müssen: „In welche Schule ich auch kam, ich war immer die Ausländerin und wurde schief angesehen.“
Zwanzigmal hat sie insgesamt die Unterichtsstätte gewechselt, bis ihre Eltern von einem deutschen Privatlehrer hörten, der in Rom italienische Adelige und Kinder reicher Familien unterrichtete. Er nahm auch Claramaria Nagler unter seine Fittiche. Und so entstand aus einer kleinen Gruppe von neun Kindern, dem Privatlehrer, einem Künstler als Zeichenlehrer und einem Religionslehrer im Jahr 1949 die erste Deutsche Auslandsschule nach dem Zweiten Weltkrieg. „Nach der langen Zeit des Umherirrens haben wir uns dort wohl gefühlt“, sagt Nagler. Jeden Tag hätten sie sich auf „die Schule, das Wiedersehen und auch das Spielen“ gefreut. Die Schule war nämlich in der Jesuitenkirche Santo Roberto an der Piazza Ungheria untergebracht, einem Ort, der sich laut Claramaria Nagler „hervorragend zum Fangen und Verstecken spielen“ eignete. Ab 1950 besuchten ungefähr 30 Schüler den Unterricht, die Schule wurde größer und die Räumlichkeiten wurden des öfteren gewechselt. „Unvergessen“ seien Nagler aus dieser Zeit Erlebnisse wie Unterrichtsgänge durch die Ewige Stadt, Reitturniere und Ausflüge in die Umgebung Roms geblieben. Einer der Höhepunkte für sie war der Besuch Konrad Adenauers in der deutsch-italienischen Bildungsstätte. „Ich zitterte am ganzen Körper, denn als älteste Schlerin musste ich zu Ehren des hohen Gastes den „Erlkönig“ aufsagen – natürlich blieb ich mitten im Gedicht stecken“, erinnert sich Nagler. Adenauer selbst half der damaligen Schlerin aus der Patsche: „Er rezitierte perfekt und tat so, als wolle er das Gedicht mit mir gemeinsam aufsagen.“ Nach ihrem erfolgreich bestandenen Abitur ging Claramaria Nagler nach München und studierte Lehramt. In der Zeit von 1964 bis 1969 war sie selbst als Lehrerin an der deutschitalienischen Schule in Rom tätig. „Die Schule ist stetig gewachsen“, sagt sie. Heute besuchen die Bildungsstätte zirka tausend Schüler aus aller Herren Länder.
Dieci domande ad Andrea Camilleri
Una conversazione su attualità, politica e cultura con lo scrittore nella sua casa romana
Zehn Fragen an den sizilianischen Schriftsteller Andrea Camilleri. Er ist nicht nur der literarische Vater von Kommissar Montalbano, Hauptfigur der erfolgreichen ZDF- Krimiserie, sondern er eroberte auch mit seinen zahlreichen Büchern zu gesellschaftlichen und historischen Themen die Herzen der deutschen Leser. Der aus Porto Empedocle, der Heimatstadt des Nobelpreisträgers Luigi Pirandello, stammende Autor wurde als Nachfolger von Leonardo Sciascia betrachtet. INTERVenti freut sich, ihn und sein neuestes Buch „La pensione Eva“ in dieser Ausgabe präsentieren zu können.
Alessandro Eugeni
INTERVenti (IV): Vittorio Nisticò, l’ex direttore dell’ “Ora di Palermo”, ha distinto i siciliani in due tipologie: il siciliano “di scoglio” e quello “di mare aperto”, la sicilianità portata fuori dell’isola. Andrea Camilleri (AC): Va da sé che sono di “scoglio”. Non solo. Ma sono anche sostenitore di quella Sicilia che amo di più, che è la sua parte più interna. Il mare erode la spiaggia e si porta via anche la memoria, mentre all’interno, non essendoci opera di erosione, rimane il ricordo dell’esperienza passata.
IV: Ottanta e qualche mese: un bilancio. E cosa non rifarebbe? A.C.: Non c’è nulla che non rifarei, non ho mai fatto grossi errori, non ho alcun rimpianto: cosa che mi consente di vivere con serenità. Tutto compreso nel “ticket” iniziale del percorso della nostra vita. Occorre accettare tutto serenamente.
IV: Camilleri Andrea – Sciascia Leonardo: quali sono i rapporti con il grande conterraneo, autore di “Il giorno della civetta”, il primo romanzo in cui si parla di mafia e mafiosi? AC: Lunghi rapporti con Leonardo Sciascia. Dei suoi amici, la prima cerchia, più vicina, lo chiamava Nanà, la seconda lo chiamava Leonà. Io appartengo a questa seconda cerchia. Mi ha fatto conoscere Elvira Sellerio. Eravamo simili e diversi. Simili nel modo di pensare, diversi per la scrittura: lui limava, perfezionava, affilava l’esercizio della scrittura come un bisturi. Il vero rapporto tra Sciascia e me è che, quando ho le batterie scariche, prendo un suo libro, leggo qualche pagina e il “motore” si accende. Per me è “l’elettrauto” Sciascia.
IV: La felicit di continuare a raccontare storie: come alimenta la sua fantasia, la sua vena inesauribile? AC: Scrivere mi diverte, m’annoio se non scrivo. Quando scrivendo mi accorgo che mi annoio allora mi fermo. Il mio ideale è la ballerina trapezista del circo equestre, sempre sorridente, apparentemente allegra, non vediamo la sua fatica quotidiana. In realtà non ho mai inventato niente, la mia è l’elaborazione fantastica di un minimo di dato reale. L’input è sempre un dato reale.
IV: In Germania la bevanda nazionale è la birra! Lei la gradisce e rifiuta il vino. Si racconta che non beve più il vino dal 1947, il giorno della strage di Portella della Ginestra. leggenda o verità? AC: A me è capitato questo fatto incredibile: durante la Festa dei lavoratori del primo maggio a Porto Empedocle, avevo bevuto abbastanza. Tornato a casa, mi bussa alla porta un compagno che mi dice: Hanno sparato sui contadini a Portella della Ginestra. Mi sentii male e rigettai vino “amaro”: fu un vero trauma.
IV: Il 1992 l’anno delle stragi Falcone- Borsellino; a nove anni di distanza, nel 2001 nelle elezioni politiche, vittoria scandalosa e schiacciante della Cdl (Casa delle Libertà) che vince con 61 seggi su 61 in Sicilia. AC: Bisogna distinguere. L’apparenza è data dal fatto che le elezioni sono state vinte dalla “Casa delle Libertà”, la sostanza che queste elezioni le ha vinte la Democrazia Cristiana. Il primo partito è l’UDC, erede della vecchia Democrazia Cristiana, ma all’interno di questo mai cessato potere democristiano vi sono forze conservatrici e attaccate ancora disperatamente al sistema che tutti conosciamo: omertà, collusione, intrighi.
IV: Una classifica di simpatia dei politici italiani? (AC): Non li amo, c’è una generazione di politici ormai logora. Tra i più giovani, uno dei pi promettenti è senz’altro Nicola Zingaretti [d.s. democratici di sinistra, parlamentare europeo ndr].
IV: I suoi romanzi sono stati tradotti da numerose case editrici tedesche: la Klaus Wagenbach di Berlino, la Piper di Monaco di Baviera, la Lubbe di Colonia, più recentemente la Rowohlt di Amburgo. Conosce la Germania? AC: Sono stato a Monaco di Baviera, Berlino e Colonia. Per me è una nazione inattesa. Nei miei brevi soggiorni in Germania ho sempre trovato apertura mentale e simpatia, l’esatto contrario del rigido stereotipo tedesco. In occasione del mio compleanno un folto gruppo di impiegati della casa editrice Lubbe di Colonia, trentatré persone, venuto a Roma a farmi gli auguri, cosa che mi ha reso molto felice, oltre a sorprendermi per il calore che mi hanno manifestato.
IV: Una delle “grandi opere” proposte dall’attuale governo italiano di centro destra è il ponte di Messina… (AC): Non sono completamente contrario. Così come non sono contrario alla tecnologia: una possibilità di conoscenza e di apertura per l’uomo. L’importante è sempre l’uso che si fa delle cose. Quanto al ponte di Messina, ci sono delle priorità: prima le strade, le ferrovie, poi gli “extra”. E, soprattutto in una zona a rischio sismico, il geologo ci deve dare garanzie forti sulla sicurezza del luogo, per non parlare poi del disastro ambientale.
IV: Il suo ultimo libro è “La pensione di Eva”, suo primo romanzo d’amore che, nella classifica della narrativa italiana della “Repubblica” del 28 gennaio 2006, ha già rotto gli argini piazzandosi al primo posto con cento punti seguito da “Questa storia” di Baricco con appena dieci punti. E Montalbano? (AC): Montalbano tornerà in estate con “Il campo del vasaio”. Il campo è quello dove Giuda si impicco. Naturalmente è una storia di tradimenti.
La terapia delle cistiti
I consigli del farmacista per curare questa fastidiosa e diffusa malattia
Dott. Francesco Spanò
La cistite, l’infiammazione della mucosa della vescica urinaria, è una malattia molto diffusa e talvolta invalidante. I sintomi più frequenti sono: minzione frequente, dolorosa e talvolta difficile, tenesmo urinario (dolore e stimolo) ed emissione di urina torbida con odore forte o mista a sangue. Il 40% delle donne in età fertile è colpito da questa malattia: i germi responsabili dell’infezione possono provenire dall’esterno, attraverso l’uretra, o, più raramente, dai reni. Le cistiti batteriche sono per la maggior parte dei casi provocate da microrganismi tipici della flora intestinale come l’Escherichia Coli o altri Enterobatteri. Fattori predisponenti alle cistiti sono, oltre all’insufficiente introduzione di liquidi, tutte le condizioni che si pongono ad ostacolo allo svuotamento della vescica come stretture e malformazioni e la congestione pelvica dovuta, in alcuni casi, ad un’intensa attività sessuale. Nell’uomo dopo i cinquant’anni possono sorgere dei problemi urinari legati all’ipertrofia prostatica che, provocando talvolta ristagno urinario, predispone alla cistite. Talvolta sonole infiammazioni della prostata, le cosiddette prostatiti, ad essere all’origine di tale patologia.
Approccio terapeutico Alla terapia antibiotica delle infiammazioni batteriche della vescica si affianca la fitoterapia, cio la cura con principi attivi vegetali che, di solito senza effetti collaterali, sono molto efficaci e ben tollerati. In particolare nelle donne, che soffrono di frequenti cistiti, la fitoterapia può rappresentare un’importante opzione terapeutica. Per la cura delle cistiti dovute a disbiosi intestinale (alterazione della flora batterica intestinale) e di origine metabolica, come quelle legate all’eccessiva introduzione di alimenti alcalinizzanti (che favoriscono la proliferazione dei batteri), si consiglia una dieta ricca di alimenti che abbassano il PH dell’urina. Tra gli alimenti alcalinizzanti, cioè sfavorevoli, si ricorda il latte, le castagne, le mandorle, tutte le verdure e in particolare i cavoli e gli spinaci, inoltre tutti i tipi di frutta tranne mirtilli e prugne. Gli alimenti acidificanti, cioè favorevoli, sono il pesce, i formaggi, le uova, le noci, il pane, la pasta, il riso, le lenticchie, le prugne e i mirtilli. Questi tipi di cistite possono inoltre essere trattate con Pilosella e Cranberry. La Pilosella si usa nella fase acuta ed è utile per la spiccata azione diuretica e antibiotica. L’azione protettrice del Cranberry, sostanza a forte azione acidificante, permette alle persone soggette a cistiti frequenti di evitare fastidiose ricadute. Per il trattamento dei dolori vescicali consigliamo l’estratto di radice di ortica e di echinacea, delle quali si è dimostrato l’effetto di riduzione dell’irritazione vescicale e delle infezioni batteriche. Da non dimenticare l’uva ursina con le sue proprietà antinfiammatorie e disinfettanti delle vie urinarie. Ovviamente i principi attivi di queste piante possono essere associati tra loro e somministrati anche assieme ad altri farmaci, con un’ottima azione coadiuvante. Molto importante è, infine, nelle persone che soffrono di cistiti acute o recidivanti un’introduzione generosa di liquidi che possono drenare e contribuire ad eliminare i germi responsabili dell’infiammazione.
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