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Categoria: Cultura
Pubblicato Sabato, 22 Giugno 2013 09:04

Il femminicidio secondo Dacia Maraini

La scrittrice in Germania dal 18 al 21 giugno per presentare "L'amore rubato"

Das neue Buch von der Schriftstellerin Dacia Maraini "Lamore rubato" ("Gestohlene Liebe") erzählt acht Geschichten über Gewalt gegen Frauen. Im Juni reiste sie durch Bayern um Ihr Buch persönlich vorzustellen. 

Daniela Ghidini

Monaco, 26 giugno 2013
Una sala gremita ha accolto all’Istituto Italiano di Cultura di Monaco, martedì scorso, la scrittrice Dacia Maraini in visita Germania per presentare il suo ultimo libro, “L’amore rubato”.
Il libro, edito da Rizzoli nel 2012, contiene otto racconti che hanno come tema il femminicidio. Questo neologismo, venuto tristemente sempre più in uso negli ultimi anni, si indica l’assassinio di una donna, perpetrato contro di essa "in quanto donna".  

La scrittrice racconta al pubblico convenuto alla Casa d’Italia come la violenza, oggigiorno, invada la quasi totalità dei campi della vita sociale italiana. Dal cinema ai fumetti, ai giochi on line, tutto è intriso di violenza, di criminalità.

 

Ed è piuttosto l’uomo, inteso proprio come maschio, ad essere violento perché le donne, per l’educazione loro impartita, sono state abituate da millenni a reprimere la propria aggressività, imparando a sublimarla. L’educazione, la cultura, altro non sono che forme di sublimazione della naturale aggressività dell’essere vivente, animale o uomo.
Benché la forza dell’uomo stia proprio nella sua capacità di adeguarsi ai cambiamenti, ci sono "culture" che si esprimono attraverso la sopraffazione dell’altro. Sono culture arcaiche che non accettano il cambiamento e in un certo senso incitano alla violenza.
Chi non accetta il cambiamento è perdente, chi è perdente ha paura, e chi ha paura usa facilmente la violenza.
Lo stupro viene definito dalla Maraini come un atto di guerra, un atto che nulla ha a che fare con il piacere sessuale, né della vittima, né del carnefice, benché la vittima debba dimostrare, perché si possa parlare di reato, di non essere stata consenziente, di non aver provato piacere.
Lo stupro è la violazione della sacralità femminile, della donna come procreatrice, che viene con quell’atto violata nel luogo della procreazione.

È dunque un affresco cupo quello che la scrittrice fa della società italiana contemporanea, ma dopo la lettura di alcuni brani del libro, Dacia Maraini riesce ad aprire uno spiraglio di speranza per il futuro.
A suo parere, infatti, le nuove generazioni sembrano desiderose di mettere fine all’attuale società "commerciale", una società che si auspica non onesti cittadini ma solo bravi compratori.
I giovani con passione sono assetati di autenticità e vogliono chiudere con la cultura del mercato, con una cultura dove esiste un prezzo per ogni cosa, per i corpi come per le idee, dove davvero tutto può essere comprato, persino un senatore. Secondo la scrittrice dunque, questa recrudescenza della violenza nella società odierna sarebbe da veder solo come il segno di un cambiamento in positivo che è in atto, come a dire gli ultimi più violenti attacchi di una belva ferita a morte.

La scrittrice ha presentato "L'amore rubato" anche a Erlangen, Norimberga e Würzburg.

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