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Italienerwochenende

Oktoberfest, il "finesettimana degli italiani"

Alessandro Pittalis

Monaco, 26 settempre 2016.
Garibaldi è alle porte e satana col cappello da bersagliere avanza su Porta Pia!
Così celiava con triste sarcasmo il mitico Nino Manfredi, alias mosignor Priverno, nel film-capolavoro di Luigi Magni "L’ultimo papa re" del 1977.

Se qui si parlava dell’invasione della Roma papalina da parte dei piemontesi, noi in questi giorni a Monaco assistiamo all’annuale pacifica invasione degli italiani durante il finesettimana a loro dedicato.

Pacifica certo, ma affatto tranquilla... l’Oktoberfest è certamente insieme al Carnevale di Venezia la più importante festa popolare in Europa e gli italiani, comprensibilmente, non se la lasciano sfuggire.

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Vendesi

Annunciata a Monaco la vendita delle sedi di Consolato e Istituto di cultura. 
Seguirà la soppressione definitiva?

Pasquale Episcopo

Monaco, 31 marzo 2017.
Ci sono notizie che suscitano incredulità e sconcerto. E che farebbero ridere, se non ci fosse da piangere. Lo Stato italiano vuole vendere, a Monaco di Baviera, gli edifici sede del Consolato e dell’Istituto di cultura. La notizia è stata data senza fornire spiegazioni sul futuro delle due istituzioni. La preoccupazione sulla loro sorte ha indotto alcuni connazionali residenti a Monaco a indire una petizione online. Nel momento in cui scriviamo hanno firmato circa 700 persone.

Da quando la notizia è stata data, una domanda aleggia nelle menti dei molti utenti delle due istituzioni, italiani e non, in particolare tra i frequentatori dell’Istituto di cultura: la vendita delle due sedi è connessa all'acquisto (o all’affitto) di nuove sedi o sottende la successiva soppressione delle due istituzioni e delle funzioni che esse svolgono? 

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Al via il nuovo Comites di Monaco

A Karlsfeld la prima riunione

Monaco, 18 maggio 2015.
(gm) il 17 maggio si sono tenute le prime riunioni dell'esecutivo e dell'assemblea del nuovo Comites di Monaco di Baviera. “Abbiamo deciso di convocare la nostra riunione non presso la nostra sede – riferisce Daniela di Benedetto, presidente - ma  presso quella di una delle associazioni italiane in Baviera, le ACLI di Karlsfeld, per andare incontro alla comunità italiana, riunirsi dove questa si riunisce e manifestare con un gesto concreto e non solo simbolico, il desiderio di questo Comites di recuperare il rapporto con le associazioni, la comunità, il territorio“.

Ospiti della parrocchia della chiesa di Sant'Anna a Karlsfeld, i neo eletti membri dell'esecutivo hanno tra l'altro eletto il vice presidente, Riccardo Fontana, e la tesoriera, Silvana Sciacca.  

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Daniela di Benedetto nuova presidente

Eletto il nuovo esecutivo del COMITES di Monaco di Baviera

Monaco, 27 aprile 2015
Ieri sera, domenica 26 aprile, presso il Consolato Generale d’Italia si sono riuniti i neoeletti consiglieri del COMITES di Monaco di Baviera. Dopo 11 anni di intenso lavoro il Presidente uscente Claudio Cumani “cede” il mandato alla prima donna da oggi in carica Daniela Di Benedetto. Per l’esecutivo sono stati eletti Riccardo Fontana come Vicepresidente, e le consigliere Silvia Alicandro e Silvana Sciacca. Come segretario è stato eletto Rolando Madonna. 
Auguriamo al nuovo comitato un buon lavoro!

 

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Cominciò tutto per caso...

Una storia di emigrazione ben riuscita a Monaco di Baviera

Angela Rossi

Monaco, 13 aprile 2015.
Cominciò tutto per caso… E le loro vite presero una nuova ed inaspettata dimensione. Un’offerta, un giorno, fatta giusto per chiedere, e quei milleduecento chilometri che li separavano dalla cittadina affacciata su quel bellissimo tratto di mar Tirreno, divennero la distanza definitiva. Non solo fisica o geografica ma soprattutto in termini di ritmi, di vita, di scelte e progetti. Albe e tramonti a delineare il futuro da costruire insieme giorno dopo giorno. Che ben presto divennero anni. Costellati da eventi importanti, speranze, gioie, delusioni. Come moltissime, quasi tutte, le altre vite che vengono spese.

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La Chiesa dei Teatini

Il vento nuovo dal sud

Der neue Wind aus dem Süden. Wenn sich ein Italiener, der in München lebt, fragt, welches Monument oder welche Persönlichkeit aus Italien die Bayerische Landeshauptstadt wohl am meisten beeinflusst hat, ist die Antwort meist nicht schwierig: Die Theatinerkirche, die Adelaide im 17. Jahrhundert bauen ließ, sorgte mit einem neuen Stil für frischen Wind und ist das wichtigste Monument jener Zeit. Ihr Barockstil wurde Vorbild für das katholische Bayern.

Gianni Minelli

Se i nostri vecchi amici hanno una volta il coraggio di viaggiare verso nord e di venirci a trovare a Monaco, di solito o stanno andando da qualche altra parte, oppure abbinano la loro visita ad un "giro” all’Oktoberfest. Altri riusciamo a convincerli allettandoli con una visita al Deutsches Museum o al Museo della BMW. Ma quando un mio caro amico di Chieti è venuto la prima volta a Monaco a trovarmi, la prima cosa che mi chiese fu di accompagnarlo a visitare la Chiesa dei Chietini, ovviamente. E a nulla valse dirgli che non mi pareva che a Monaco esistesse una chiesa con tale nome. “Ma come?”, mi disse, “sei qui da un’eternità e non conosci il monumento più famoso della cultura italiana a Monaco...?”

 

Enrichetta Adelaide, i Teatini ed il barocco

La Chiesa dei Teatini (Theate era il nome latino di Chieti) fu voluta dalla principessa Enrichetta Adelaide di Savoia e dal suo consorte Ferdinando Maria Principe Elettore di Baviera. La futura principessa di Baviera, nata a Torino nel 1636, non aveva mai conosciuto suo padre, il duca Vittorio Amedeo di Savoia, che morì un anno dopo la sua nascita. La madre di Adelaide, Cristina principessa di Francia, educò la figlia, descritta deboluccia e capricciosa, da vera dama di corte, sognando per lei la corona di Francia.

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Tavola Rotonda del Made in Italy a Monaco

Illy, Alessi e Guzzini al HVB Forum per parlare dello sviluppo dell’industria italiana d'eccellenza all'estero

Runder Tisch der besonderen Art: "Italienische Markenkultur im Premium-Segment: Erfolgsfaktoren und Perspektiven für die Zukunft"

Monaco di Baviera, 31 luglio 2012alt
(Comunicato stampa della Camera di Commercio italiana di Monaco di Baviera)

Grande successo di pubblico e di stampa ha riscontrato la tavola rotonda sulle prospettive di sviluppo dell’industria italiana d’eccellenza nel contesto internazionale,  tenutasi lo scorso 18 luglio nel HVB-Forum (Hypovereinsbank ndr) di Monaco di Baviera - la sala conferenza di UniCredit AG.

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“Zum Leoni”

 

Il noto hotel sulla riva orientale del lago di Starnberg presso Monaco venne fondato all’inizio del 1800 da un cantante lirico siciliano, Giuseppe Leoni, che ne fu il primo gestore. Da allora la località è diventata famosa e ha preso il nome del primo proprietario. Il “Seehotel Leoni” è dal 2004 di nuovo in mano italiana

Im Jahre 1800 wurde durch den Opernsänger Giuseppe Leoni das bekannte Hotel am Ostufer des Starnberger Sees eröffnet. Von dieser Zeit an wurde das Seehotel, welches nach seinem Gründer benannt wurde, stets bekannter. Seit 2004 ist das „Seehotel Leoni“ wieder in italienischer Hand.

Gianni Minelli

Aperto verso sud al panorama luminoso delle Alpi, il lago di Starnberg, una ventina di chilometri a ovest di Monaco, ha sempre attirato molti visitatori per piacevoli passeggiate o soggiorni estivi. Già nel XV e XVI secolo erano sorte sulle sue rive ville patrizie, ma il pittoresco lago venne “scoperto” verso l’inizio del XIX secolo da commercianti ed artisti di successo del capoluogo bavarese che, in particolare sulla sua riva nord orientale, cominciarono a costruirvi le loro residenze estive.
Nella prima metà del XIX secolo la più famosa di queste ville appartenne ad un italiano, Giuseppe Leoni, cantante lirico presso l’Opera della corte bavarese. Figlio di un marchese siciliano e della nipote di un doge di Venezia, Leoni aveva ereditato nel 1819 la villa di Franz Ritter von Krenner, segretario di stato del principe Karl Theodor.

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“Sehnsucht, Strand und dolce vita”

BAYERN-ITALIEN al Museo dell’industria tessile di Augusta. I rapporti tra la “nuova” Baviera e Italia tra desiderio, speranza e nostalgia

Im Rahmen der bayerischen Landesausstellung hat das staatliche Textil- und Industriemuseum in Augsburg die bayerisch-italienischen Beziehungen seit dem 19. Jahrhundert bis heute dargestellt. Unter dem Leitmotiv der gegenseitigen Sehnsucht wurden spannende, lustige sowie schmerzhafte Ereignisse unserer gemeinsamen Geschichte thematisiert.

Elena Ritossa

“Sehnsucht, Strand und dolce vita, ovvero “Desiderio, spiaggia e dolce vita”: questo l’accattivante titolo dell’esposizione culturale che il Museo dell’industria tessile di Augusta ha ospitato dal 21 maggio al 10 ottobre 2010. Come già noto ai nostri lettori, essa confluisce nell’esauriente trittico che lo “Haus der bayerischen Geschichte” ha dedicato quest’anno ai complessi rapporti tra la Baviera e l’Italia. Ogni sede museale ha scelto un particolare profilo: il Maximilanmuseum di Augusta ha messo a tema l’influenza crescente esercitata dallo “stile italiano” nella Germania meridionale del XV e XVI secolo, di cui le arti figurative resero testimonianza; l’ex Monastero di Saint Mang a Füssen ha illustrato, servendosi di un vasto repertorio di personaggi ed episodi rappresentativi, diverse tematiche storiche, estese lungo un arco temporale che va dall’antichità alla fine del XVIII secolo.

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Una telefonata tanto attesa

L'incontro di Letteratura Spontanea del 9 dicembre 2011

Giulio Bailetti

Monaco, 11 dicembre 2011.
Gli auspici erano favorevoli. Tante cose sembrano succedere per caso. Invece bisogna solo crederci. Se un’iniziativa ha un senso, questo prima o poi viene fuori. Infatti sta venendo fuori sempre di più. Eravamo in ventuno. No, questa volta non ho contato io. Ero troppo contento, per pensare a farlo. Però me lo hanno riferito e fa lo stesso
Gli auspici erano favorevoli, dicevo. Il giorno prima avevo ricevuto la telefonata che aspettavo dall’inizio, da dodici anni, dall’inizio dei nostri incontri. Era la compagna di Francesco Fioretti, scrittore vero, in avanscoperta. Poi è venuto lui di persona al telefono.
Gli ho spiegato, come mi veniva in quel momento, il senso dell’iniziativa: riunire in un cerchio più persone possibili e favorire un’atmosfera di sincerità e autenticità. Il tentativo è sempre quello di rompere la barriera tra l’erudizione e la rinuncia all’espressione più complessa, tra chi parla in un codice cifrato, adatto agli iniziati e chi parla troppo semplice e troppo poco, come mamma l’aveva un giorno fatto.

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INTERVenti d’arte italiana @ Monaco

24 luglio 2010: la festa di INTERVenti

Die Redaktion von INTERVenti hat am 24. Juli 2010 im Italienischen Kulturinstitut München eine Veranstaltung mit italienischen Künstlern, die in Bayern leben, organisiert.

Ester Sposato-Friedrich

Il 24 luglio 2010, presso l’Istituto Italiano di Cultura, si è tenuta una bellissima festa. L’evento è stato organizzato da INTERVenti, (in particolare grazie alla dedizione del direttore Gianni Minelli, che l’ha fortemente voluto). La nostra rivista da anni segnala l’attività degli artisti italiani che risiedono ed operano a Monaco di Baviera e dintorni, dedicando loro interviste e recensioni. Molti di questi pittori, scultori, cantanti, musicisti e quant’altro, aderiscono infatti all'iniziativa “Almanacco”, che curiamo dal 2007; si è così profilata l’idea di una manifestazione che potesse presentare tutti questi artisti insieme, attraverso una mostra collettiva affiancata da un programma di partecipazioni culturali poliedrico.

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Il Festival di Monaco 2007

La finale della Gasteig nella scia della tradizione

Am 17. Juni 2007 wurde Giancarlo Spadaccini aus Abruzzen zum Sieger des „Festival della Canzone Italiana d’Autore” gekürt. Im Gegensatz zum vergangenen Festival wurden die Erwartungen bei der diesjährigen dritten Veranstaltung nicht im vollem Umfang erfüllt.

Rosanna Ricciardi

Dopo la pausa  è la volta degli ospiti, che di nuovo sono grandi nomi e danno lustro alla manifestazione: il primo ad esibirsi è Amedeo Minghi, presidente della giuria tecnica, che canta “Un uomo venuto da lontano”. Il brano, ispirato alla vita di Giovanni Paolo II, già canta to in sua presenza durante un concerto alla Sala Nervi in Vaticano, è accompagnato da quello che è l’unico video musicale al mondo con immagini di un pontefice. A seguire un medley dei successi del cantautore romano e il gruppo tedesco Shariwari con la canzone arrivata terza nell’ottobre del 2005.

Se si fanno vocalizzi á la Bocelli l’applauso già si riscalda un po’. Se infine ci si ispira al De André della microstoria e delle cronache di paese le mani battono a lungo, qualcuno urla un Bravo!” e l’autore convince la Giuria e vince il Festival. In mezzo a questi estremi l’orecchio un minimo al corrente della scena musicale italiana più o meno recente riconosce echi di Caparezza, Vinicio Capossela, qualche neomelodico, Patty Pravo e via cantando. Lo avevamo notato anche la precedente edizione, quando però gli artisti ci avevano colpito per la maggiore personalità e per doti abbastanza peculiari.

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Kaiser, Kult und Casanova
Bayerische Landesausstellung 2010: BAYERN - ITALIE
N

Eine Beziehungsgeschichte von der Antike bis zum ausgehenden 18. Jahrhundert

Fino al 10 ottobre rimarrà aperta a Füssen e ad Augsburg la grande esposizione culturale 2010: Bayern – Italien organizzata dal Land Bavarese. L’autore ci invita alla visita della manifestazione soffermandosi sugli aspetti più interessanti del rapporto culturale tra i due Paesi.

Ernst Haase

Anna Zanco Prestel hat schon im letzten INTERVenti die beiden Leitfiguren der Bayerischen Landesausstellung
2010 treffend beschrieben. Während die schöne Frauengestalt für mich eher die zeitlose Schönheit unseres Bildes von der italienischen Frau darstellt, erinnert die Physiognomie des grantigen Löwenkopfs sofort an den berühmtesten aller bayerischen Ministerpräsidenten.

Er soll einmal gesagt haben: „Die Italiener kommen mit Verhältnissen zurecht, unter denen die Deutschen längst ausgestorben wären.“ Vielleicht hat er deshalb den Verdienstorden der Republik Italien früher

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Tutte le strade riportano a Roma?

Storia e percorso delle antiche strade romane in Baviera

Auch in früheren Zeiten rühte die Stärke von Großmächten auf eine gut funktionierende und zuverlässige Straßennetz. Wir Italiener sind gewohnt, das Netz der Römerstraßen mit Bewunderung und Stolz zu betrachten: Die Konsularstraßen, die Meilensteine und die Wurzel des Wortes “Straße” selbst, die aus dem lateinischen “Stratus” stammt. “Alle Wege fuhren nach Rom”: Die alten Römerstraßen sind heute noch in Bayern zu bewundern und manche werden noch benutzt.

Gianni Minelli

Duemila anni prima dellʼera dei “Gastarbeiter” un grande esercito proveniente dal sud, e precisamente da una città posta sulla riva sinistra del Tevere, conquistò la Baviera sottomettendo la popolazione di queste regioni.

Del mezzo millennio, quanto durò la dominazione dellʼImpero romano, ci chiediamo però dove siano finite le tracce. Siamo abituati a considerare gli antichi Romani come dominatori che costruivano non solo strade, ponti e “castra”, ma anche acquedotti, monumenti, terme e teatri: in pressoché tutte le ex-provincie dellʼImpero romano poste attorno al “Mar Nostrum” possiamo ancora ammirare i resti imponenti di una grandissima civiltà.

E lo stesso vale per le altre regioni settentrionali dellʼImpero come la Gallia e la Britannia. I resti archeologici monumentali più imponenti e significativi, che si possono ancora ammirare nelle regioni oltre le Alpi, sono limitati alla Germania nord occidentale ed in particolare a Trevi (Augusta Trevirorum, Trier, in tedesco) ai confini col Lussemburgo con la sua Porta Nigra, lʼanfiteatro e le terme. In Baviera si possono riconoscere i resti della Porta Praetoria a Ratisbona (Castra Regina, Regensburg i.t.), di diverse ville rustiche,

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