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Unsere Gianna

Gianna Nannini torna a Monaco per stringere i suoi fan in un abbraccio di rock irresistibile

Simona Morani

Monaco, 15 maggio 2013.
Era luglio del 2011 quando Gianna Nannini aveva entusiasmato il pubblico di Monaco presentando in concerto l’album "Io e te". A quasi due anni di distanza, la cantante è tornata al Kultfabrik con il suo "Inno Tour 2013" e ha regalato ai numerosi fan momenti indimenticabili. Ad accompagnarla sul palco, cinque musicisti eccezionali provenienti da Italia, Germania, Stati Uniti e Inghilterra.

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Rock senza confini

Intervista esclusiva a Gianna Nannini. La cantante si esibirà in concerto nella Tonhalle di Monaco il 15 maggio

Am 15. Mai tritt Italiens Rock-Legende Gianna Nannini in München auf. INTERVenti hat mit der xx-Jährigen vorab exklusiv über den Sinn von Rockmusik und die europäische Idee gesprochen. 

Simona Morani

Monaco, 30 aprile 2013Gianna Nannini_ Foto Lars Berndt EVENTS GmbH
IV: In Germania sei famosa dalla fine degli anni Settanta e continui a rappresentare l’anima rock italiana. Che rapporto hai con il pubblico tedesco?
GN: Mah, io ho sempre avuto l’idea che il rock non abbia confini, non mi sento “in Germania”. Mi sento in una parte del Nord Europa dove c’è un pubblico che fruisce le mie canzoni al di là dell’italiano perché apprezza un linguaggio che va oltre la parola. Il rock non ha una lingua di appartenenza, ha molte lingue di appartenenza, secondo me.

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Inaudita

Un tesoro sconosciuto di enorme bellezza, questo è la musica strumentale italiana del Novecento

Die italienische Musik des 20. Jahrhunderts hat sowohl einen historischen als auch einen künstlerischen und kulturellen Wert. Viele Werke sind noch immer unbekannt. Im Rahmen einer Studie der Musikdirigentin Annunziata de Paola war es möglich, eine Vielzahl noch unveröffentlichter Musikstücke zusammenzustellen, welche am 29. Juli in einem Symphoniekonzert im Münchner Prinzregententheater vorgestellt werden.

Pasquale Episcopoalt

Monaco, 9 luglio 2012
È di pochi giorni fa la notizia del ritrovamento a Milano di cento disegni inediti di Michelangelo Merisi da Caravaggio. La scoperta è stata fatta da due studiosi che hanno setacciato un archivio, situato nel Castello Sforzesco, costituito da oltre un migliaio di carte attribuite a Simone Peterzano, maestro di Caravaggio.

Un disegno, un acquerello, un dipinto sono esempi di arte visiva la cui osservazione ha luogo nell’arco di una manciata di secondi. In questo breve spazio temporale alla mente giungono percezioni immediatamente godibili. Le cose non stanno così per tutte le forme d’arte. Non per la musica, ad esempio. Se un musicologo ritrovasse una antica partitura dimenticata e vi vedesse un’opera di straordinaria bellezza, questa visione rimarrebbe relegata alla sua percezione individuale. Per giungere alle nostre orecchie quel pezzo avrebbe infatti bisogno della “mediazione” di un’orchestra. E se volessimo risentirlo, un giorno o un anno dopo, avremmo bisogno di una registrazione riproducibile.

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La figlia che ogni mamma vorrebbe avere

Laura Pausini in concerto a Monaco

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Simona Morani

Monaco di Baviera, 10 maggio 2012.
La scritta a caratteri giganti rossi e neri: “Laura Pausini – Inedito World Tour” risalta sulla fiancata dei due enormi camion bianchi parcheggiati nell’area di fronte al Circus Krone e vederli lì fuori è un po’ come se un pezzo di casa fosse venuto a trovarci, qui a Monaco.

Perché Laura è un po’ la figlia che ogni mamma vorrebbe avere, la sorella maggiore che ogni figlia unica sogna, la migliore amica con cui parlare d’amore.

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Ich werde für immer „den“ Geige spielen

Il concerto di Angelo Branduardi l’11 aprile a Monaco di Baviera

Poesie, Musik, Humor und „makkaronisches" Deutsch für den beliebten italienischen Musiker, der am Montag, den 11. April im Circus Krone mit modernen Instrumenten seine altertümlich anmutende Musik aufführte.

Simona Morani

Monaco, 12 aprile 2011.
Ci aveva promesso un concerto in cui avrebbe scorso i suoi più grandi successi come pagine di uno spartito musicale. E così ha fatto Angelo Branduardi l’11 aprile al Circus Krone, accolto dai suoi fan non troppo numerosi, né chiassosi, ma senz’altro fedeli. Il musicista non aveva però menzionato una piacevole sorpresa: sul palco ha dato sfoggio
di un tedesco più che discreto, sufficiente per recitare brani poetici, raccontare qualche aneddoto e fare qualche battuta.

Con arrangiamenti elettronici nuovi, dal risultato un po’ più freddo rispetto ai suoi classici concerti “senza spina” con chitarra e violino, la serata è stata una carrellata di grandi successi come “Si può fare”, “Domenica e lunedì”, “Il giocatore di biliardo” e alcune delle sue famose canzoni ispirate a San Francesco d’Assisi, tra le quali “Il sultano di Babilonia” e “Il Cantico delle Creature”. A rievocare atmosfere gotiche, lunghi teli candidi e sette lampadari a candelabro che vegliavano sul palco.
Non è chiaro se in camerino il musicista e la sua band abbiano giovato di una buona birra bavarese,

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L'arte libera il talento nascosto
Incontro con Carmelo Marino, musicista di strada

Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la felicità. (Aristotele)

M. Cristina Picciolinialt

Stoccarda, 18 maggio 2012. Un ragazzo non più troppo giovane spinto dalla curiosità, dal coraggio e dalla determinazione mette a nudo il suo talento incontrando il pubblico della strada. Nato da una famiglia di emigrati siciliani, Carmelo Marino cresce e vive a Stoccarda da più di quarant’anni. In una breve pausa giovanile, decide di lavorare in Italia, un po’ per approfondire una lingua a lui quasi estranea e un po’ per sentire il profumo delle sue origini.

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Ich bin eine Mutter!

Gianna Nannini, "mamma rock" a Monaco

Nach einer viel diskutierten Schwangerschaft meldet sich Gianna Nannini zurück: in Höchstform und wie gewohnt charismatisch präsentiert sie auf ihrer Europa-Tournee die neue Platte "Io e te". In der Kultfabrik in München wurde sie von zahlreichen italiensichen und deutschen Fans gefeiert.

Simona Morani

Monaco, 17 luglio 2011
Dalle sei del pomeriggio c´è la fila davanti ai botteghini della Tonhalle del Kultfabrik alla Ostbanhof (stazione est, ndr)  per accaparrarsi i biglietti del concerto della cantante più rock d’Italia: Gianna Nannini. La sua voce e le note della sua musica riecheggiano già in diversi locali del Kulturfabrik, forse per scaldare ancora di più l'atmosfera.

In una Tonhalle mai cosí gremita, poco dopo le 21 la cantante senese salta letteralmente sul palco, ed è ovazione da parte del pubblico: in pantaloni di pelle, maglietta nera e gilet rosso, spettinata e ribelle come sempre, ritorna a esibirsi forse ancora più scatenata di prima. Fisico statuario nonostante l’età non più giovanissima, carisma mascolino e allo stesso tempo estremamente femminile, Gianna è sicuramente una donna di straordinario fascino; un fascino che va ben oltre le sue caratterische fisiche, ma che trova la massima espressione nella sua gestualità, nel suo modo di muoversi e di coinvolgere il pubblico, nella sua voce disperata e provocante insieme.

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Il ritorno di una Superstar

Umberto Tozzi presenta il suo ultimo album “Superstar” alla Residenza di Monaco

Der Turiner Umberto Tozzi war noch ein Teenager, als er sich mit den drei Welthits "Ti amo", "Tu" und "Gloria" an die Spitze der Charts sang. Im Brunnenhof der Residenz spielte der mittlerweile 59-Jährige bei seinem Münchner Konzert natürlich auch diese Evergreens, stellte aber auch neue Lieder vor.

Simona Morani

Monaco, 5 luglio 2011
Un palco all
‘aperto, un cielo terso e aria mite, la magia del Brunnenhof, (il "Cortile dei farmacisti“) della reggia Residenza: con le amiche o con il fidanzato, bastano questi tre elementi per assic
urare una piacevole serata.

Sul palco sale un Umberto Tozzi non più giovane, dall‘aria quasi malinconica anche se interagisce volentieri con il pubblico. Parla all‘inizio solo in Italiano e dopo qualche canzone, passa ad un inglese scolastico e si scusa di non sapere nemmeno una parola di tedesco.

Il pubblico rimane composto per quasi tutta la serata, e non si sbilancia nemmeno sotto le note di "Ti amo“, intonata forse un po‘ troppo presto, già dopo due canzoni.

Un addetto alla sicurezza, non più giovane e forse per questo così intransigente, diventa, forse inconsapevolmente, il secondo protagonista della serata, o, se vogliamo, l’antagonista: il suo scopo è bloccare chiunque e qualunque cosa si muova: è vietato fare fotografie, anche se siamo all’aperto e anche se non si attiva il flash, è vietato riprendere video, è vietato alzarsi in piedi e saltare perchè si disturba lo spettatore seduto dietro, è vietato cantare sguaiati.

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“PUNTO DI VISTA 99”

Il respiro dell’Aquila, il suo cuore e il suo coraggio… la voglia e la necessità di recuperarne l’essenza e… continuare il volo… Tutto questo nel CD “Punto Di Vista 99”,  13 Brani del Gruppo Vocale e Strumentale “Concentus Serafino Aquilano” diretto dal Maestro Manlio Fabrizi. Il CD viene messo in palio nel nostro quiz a premi

Nausicaa Spinosa

Mix di sonorità e testi che spaziano tra movimentate tessiture e trasportano in una dimensione meno superficiale di quella in cui siamo immersi quotidianamente.

Tastiere, flauto traverso, contrabbasso e voci creano invitanti e coinvolgenti situazioni dove il dialogo con una batteria ricercata, mai pesante, ma decisa e presente si intreccia e diventa  racconto indefinito.

Suono lirico ed elevato, brani di delicata intelligenza e atmosfere che si espandono dentro

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Una valigia piena di ricordi

Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero, porta all’Olympiahalle di Monaco il suono della domenica e la magia dell’Emilia

Der einzig wahre italienische Weltstar der populären Musik gastierte in der fast ausverkauften Münchner Olympiahalle: Zucchero präsentierte sein neues Album, das von seiner Heimatstadt Reggio Emilia inspiriert wurde - und die Halle verwandeldte sich für zwei Stunden in eine Partyzone.

Simona Morani

Monaco, 21 maggio 2011
Un dubbio sorge spontaneo entrando nell’enorme Olympiahalle e trovandosi davanti alla gigante valigia chiusa che occupa l’intera grandezza del palco: siamo forse stati catapultati per errore nel mondo di Lilliput o abbiamo ingerito per sbaglio il fungo magico di Alice? La valigia è una di quelle da emigranti, tappezzate di francobolli, che custodiscono foto in bianco e nero dei nonni quando erano giovani come noi, lettere nostalgiche da posti lontani e piene di promesse, giochi di quando eravamo bambini che non abbiamo mai avuto la forza di buttare via.

Quando alle venti e quindici le luci si abbassano,

la valigia lentamente si apre e dentro ci troviamo Zucchero, il re italiano del blues, e la sua band internazionale che ci proiettano in una dimensione parallela, fatta di musica, parole, sogni e ricordi.

Sugar Fornaciari, seduto sul suo trono con giacca e cilindro da cappellaio matto, dedica la prima ora del concerto alla sua ultima opera, “Chockabeck” che ha segnato il suo grande ritorno, e che nonostante il lungo percorso artistico, si riconferma uno dei dischi più belli in assoluto, dedicato interamente alle sue radici emiliane.

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Musica e fragole

La BMW Welt festeggia la festa della Mamma

Eine musikalische Reise durch Italien für den Muttertag. Pop und Klassik in der BMW Welt.

Simona Morani

Monaco, 8 maggio 2011.
Un programma inaspettato, vario, talmente ricco che è stato impossibile poter partecipare ad ogni evento, organizzato con grande professionalità dalla BMW in occasione della festa della Mamma. Dall’Auditorium al Doppelkegel (una sala in vetro di forma circolare tra la BMW Welt e il museo omonimo) l’enorme stabile che accoglie il mondo della famosa marca automobilistica tedesca si è popolato di italiani, tedeschi, turisti stranieri e semplici curiosi usciti di casa per approfittare della splendida giornata di sole e attratti dalla musica e dall’atmosfera festosa.

La manifestazione, iniziata alle 10:45, si è protratta fino alle 20:15 ospitando un’ampia scaletta di musicisti, tenori, attori e scrittori di alto livello. Tra i primi ad esibirsi, in tarda mattinata, il romano Danilo Rea, uno dei migliori pianisti jazz italiani contemporanei.
Forse sfavorevoli l'orario inusuale per un concerto di pianoforte, la temperatura estiva e gli altri appuntamenti che si svolgevano in contemporanea, ad applaudirlo non c'erano le centinaia di persone che riempiono normalmente i teatri in cui si esibisce, ma solo un piccolo gruppo di appassionati. Nel repertorio che ha presentato, qualche pezzo dei Beatles e molto De Andrè, che ha interpretato con fantasia e personalità

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"Cerco la realtà eversiva della fantasia"

Intervista esclusiva ad Angelo Branduardi durante la sua tournée in Germania. Il cantautore e musicista lombardo si esibirà a Monaco di Baviera l’11 aprile

Seit vierzig Jahren ist der Sänger und Poet Angelo Branduardi eine Institution. Nicht nur in seiner Heimat Italien, sondern auch in Deutschland, wo viele seiner treuesten Fans leben. Am 11. April tritt der 61-jährige Wuschelkopf im Münchner Circus Krone auf, um seine neue Platte „Così è se mi pare“ vorzustellen.

Simona Morani

Monaco, 1 aprile 2011.
Alzi la mano chi non ha mai intonato “Cogli la prima mela”, o “La pulce d’acqua” o cantato a voce alta in gita scolastica “Alla fiera dell’est”. Queste canzoni, come si usa dire, le sanno anche i bambini. Quelli che negli anni settanta e ottanta erano bambini e quelli che lo sono adesso. Perché le canzoni di Angelo Branduardi vanno al di là del tempo e dello spazio, sono note barocche che raccontano di animali parlanti, favole dimenticate di streghe e fantasmi, amori leggendari resi tali dalla morte, narrazioni bibliche che ci fanno ricordare chi siamo: esseri umani, inevitabilmente intrecciati con la natura che ci circonda. Dunque è un passato che in fondo ci coinvolge tutti, anche oggi, ed è per questo che la musica di Angelo Branduardi è semplicemente intramontabile. Amato in Italia, il suo stile originale e personale è ammirato

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Alberto Franchetti, un wagneriano verista a Monaco

Un grande conoscitore della storia e della cultura tedesca riportato alla memoria dalla rappresentazione di una delle sue opere in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita

Obwohl der Komponist Alberto Franchetti (1860-1942) ein guter Freund des berühmten Giuseppe Verdi war, ist er heute nahezu vergessen. Anlässlich seines 150. Geburtstages erinnern wir an den großen Erfolg seines lyrischen Dramas Germania. Die Oper wurde am 11. März in der Mailänder Scala aufgeführt und ist von Franchettis Erfahrungen seines München-Aufenthalt geprägt.

Giuseppe Muscardini

La ricorrenza sfuggirebbe anche ai musicofili più attenti, se alla Deutsche Oper di Berlino non fosse in calendario per i primi giorni del 2011 la rappresentazione del dramma lirico Germania di Alberto Franchetti, di cui ricorre quest’anno il centocinquantesimo della nascita.

Opera ed autore sono strettamente legati a Monaco di Baviera, la città amata dove in anni giovanili il compositore frequentò con ottimi risultati il locale Conservatorio sotto la guida di Joseph Rheinberger. Le agiatissime condizioni di Alberto Franchetti, figlio di un influente banchiere israelita e di Luisa Sara Rothschild (nome altisonante in ogni parte d’Europa), gli permisero di dedicarsi completamente alla musica, curando di volta in volta i costosi battages pubblicitari per rappresentare al meglio le sue opere nei teatri più prestigiosi; sarebbe tuttavia errato attribuire ogni merito alla prosperità economica della famiglia.La prima composizione, una Sinfonia in mi minore scritta nel 1884 e concepita come saggio conclusivo del periodo di studi condotto a Monaco e a Dresda, fu un vero successo: la critica lodò il battesimo musicale del ventiquattrenne Franchetti e la Sinfonia circolò a lungo nelle sale da concerto, ottenendo ovunque ampi riscontri di pubblico.
Sotto le stimolanti influenze wagneriane, a Monaco Franchetti fu assalito da impeti spirituali e da impulsi creativi che rivelarono l’eccellenza della formazione musicale acquisita, in parteconcessa dalle possibilità finanziarie della famiglia e in parte frutto di una vocazione sincera per il coinvolgente mondo del pentagramma. Per quanto agiatezza e prosperità abbiano potuto rendere facili i suoi soggiorni di studio a Monaco e a Dresda,

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Fiorella l’antidiva

INTERVenti incontra l’interprete più rappresentativa della canzone d’autore italiana

Mit Werken der bedeutendsten Liedermacher Italiens hat Fiorella Mannoia im letzten Dezember das Publikum im Gasteig verzaubert. Lieder von Paolo Conte, Ivano Fossati, Vinicio Capossela und ihrem Autor Piero Fabrizi, aber auch Manu Chao und Bob Marley gehören zu ihrem Repertoire. Mit uns sprach sie über Musik, Politik und Freundschaft und erklärte uns, warum sie die Fahne "Pace" auf der Bühne zeigt.

Alessandra Sorrentino

I capelli ricci rosso rame, la carnagione chiara, un completo nero sobrio ed elegante: così, semplice e senza spocchia, si presenta Fiorella Mannoia all’intervista.
Nessun atteggiamento da diva. Non ne ha bisogno lei, che è stata l’interprete dei più grandi cantautori italiani degli ultimi trent’anni. Ed è con la stessa semplicità che risponde alle nostre domande, con calma e senza fretta.


INTERVenti (IV): Ti piace l’atmosfera che si respira andando in giro per Monaco?

F.M.: Sì, certo che mi piace: è molto diversa dalla nostra. La gente che gira per strada serena, da noi è tutto così caotico, soprattutto a Roma. Mi piacerebbe molto una via di mezzo tra come siamo noi e come sono loro. Vorrei il loro senso civico; per me il più grande difetto degli italiani è considerare la cosa pubblica una cosa che non ci appartiene.


IV.: A febbraio 2004 è uscito il tuo ultimo album, un doppio live, che arriva alla fine di una tournée strepitosa che hai fatto in Italia. In questo album convivono brani classici del tuo repertorio con canzoni come “Clandestino” di Manu Chao e “Is this love” di Bob Marley, come mai questo abbinamento inusuale?

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Come frammenti di un film

Gli “attimi” del cantautore milanese Stefano Covri

Der Mailändische Sänger Stefano Covri hat mit Erfolg an dem Festival della Canzone im letzten Herbst in München teilgenommen. INTERVenti hat ihn in seiner Heimat interviewt und Stefano hat uns u.a. berichtet, wie die Lieder seines CD’s „Attimi“ entstanden sind.

Raffaella Roversi

Sicuramente molti conoscono Stefano Covri per averlo sentito cantare al Festival della canzone italiana a Monaco il 15 ottobre 2005 al Gasteig. Ed alcuni, incuriositi, saranno andati sul suo sito per scoprire che è nato a Milano nel 1961, che ha studiato chitarra classica nella sua città natale e che da più di quindici anni si muove con leggerezza e professionalità nel panorama della canzone e della musica italiana in tutti i suoi risvolti: dal concorso o festival canoro, allo spettacolo teatrale, al cabaret, con collaborazioni importanti con grandi della canzone.

InterVenti (IV): Stefano, com’è stata la tua esperienza a Monaco?
Stefano Covri (S.C.): Molto positiva: ho trovato una città viva e attenta culturalmente, una città disciplinata nei rapporti sociali ma latina nell’accoglienza. Ho percepito un clima sereno e sicuro, una voglia di partecipazione, di esserci “insieme”. Ho avuto anche la fortuna di incontrare professionisti seri e preparati. Per esempio, il musicista Alexander Krampe con cui ho iniziato una serie di collaborazioni.

(IV): Senti, oggi vorrei portare i nostri lettori dentro i mondi racchiusi in due delle tue canzoni - per ragioni di spazio non possiamo menzionarle tutte - del tuo primo Cd: “Attimi”. Perché questo titolo?
(S.C.): Proprio perché volevo riassumere questi anni di lavoro, di scrittura (ha scritto anche per altri, ndr) e di musica dal vivo. Avevo voglia di riunire tutti i frammenti, gli spezzoni di un film. Non c’è un lavoro progettuale su un tema, ma tutto è legato da un filo emotivo.

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"La canzone napoletana"

Von den Anfängen im 19. Jahrhundert zum Liedervortrag in der Germeringer Stadthalle

Kirsten Ossoinig

Der Italiener Ugo Frigerio hatte bei den Olympischen Spielen die Goldmedaille im Marathonlauf gewonnen. Er stieg auf das Podium, die italienische Fahne wurde gehisst, aber die Kapelle spielte keine italienische Hymne. Der Dirigent hatte die Partitur vergessen. Augenblicke der Stille, die wie eine Ewigkeit wirkten. Und dann wurde „O’sole mio“ angestimmt. Das Publikum stand auf und applaudierte jubelnd. Dieser Vorfall fand in allen italienischen Zeitungen großes Echo.

Seit Ende des 19. Jahrhunderts erobert „La canzone napoletana“ die Welt. Im Jahr 1880 wurde „Funiculì Funiculà“ geschrieben und das Lied ist noch heute ein Faschings-Schlager in Deutschland. Und wer kennt nicht „O’ sole mio“, für viele fast schon so etwas wie die inoffizielle Nationalhymne Italiens. So wurde es tatsächlich einmal sogar benutzt: Es war im Jahr 1920 in Antwerpen.

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Tersicore italo-tedesca

Intervista al coreografo Simone Sandroni

Im Rahmen des internationalen Festivals des zeitgenössischen Tanzes DANCE 2010 wird das neue Stück von der Gruppe Déjà Donné präsentiert. Choreograf der Gruppe ist Simone Sandroni, der in vielen internationalen Gruppen tanzte, bis er 1997 gemeinsam mit Lenka Flory die Gruppe Déjà Donné gründete. In München befasst sich Déjà Donné zusammen mit Studenten der LMU mit den Themen „Boden" und „Kontakt".

Laura Martegani

Dal 22 ottobre al sei novembre 2010 si è tenuta a Monaco la XII edizione del Festival DANCE, festival di danza contemporanea. La direttrice artistica Bettina Wagner-Bergelt ha pensato ad un programma che mettesse al centro della riflessione artistica i “Time Codes” del nostro tempo.

Il programma del Festival ruota attorno alla domanda: quali Time Codes (codici temporali) definiscono la nostra vita? Come integrano i coreografi nel loro lavoro i media digitali? Come si approcciano alla musica e allo spazio scenico? Cosa si intende concettualmente con la parola “tempo”? Può diventare il corpo umano un deposito memorativo di “Time Codes”? Può essere considerato simbolo della sensibilità culturale di un periodo storico preciso?

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In un solo mondo

Intervista a Claudio Baglioni

Einer der bekanntesten und beliebsten italienischen Sänger stellt sich vor und berichtet über seine jüngste Welttournee.

Simona Morani

Claudio Baglioni è una pietra miliare della musica popolare italiana ed uno dei cantautori più amati dagli italiani; questo non soltanto per le sue doti artistiche, ma anche per la grande umanità, che lo porta a cercare il costante contatto con il pubblico. Con il suo nuovo tour mondiale Un Solo Mondo – One World Tour 2010 il cantautore ambisce a portare nei cinque Continenti un messaggio di dialogo tra le culture che passa attraverso la magia della musica.
INTERVenti lo ha intervistato in occasione del concerto tenuto al Circus Krone di Monaco di Baviera il sei maggio scorso.

INTERVenti (IV): In febbraio è iniziato il tuo nuovo tour Un Solo Mondo - One World 2010, un vero e proprio tour mondiale: ci puoi dire qualcosa di più su questo progetto?

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Claudio Baglioni in concerto

Tante emozioni nella notte magica che il cantante romano ha regalato a Monaco di Baviera

Im Rahmen seiner Tournee „Un solo mondo“ begeistert der römische Sänger Claudio Baglioni die Fans mit seiner gigantischen Stimme und durch seine einzigartige Ausstrahlung. Das Konzert vom 6. Mai im Münchner Circus Krone war komplett ausverkauft und ein großer Erfolg. Claudio weckte vor allem die Emotionen der im Ausland lebenden Italiener.

Simona Morani

Qualcosa di insolito si respira nell’aria questa sera al Circus Krone. Lo si intuisce subito dal brusio della folla che si accalca all’interno del locale, dagli uomini con il gel nei capelli e le scarpe lucide, dalle donne con abiti neri eleganti, tacchi a spillo e acconciature fresche fresche di parrucchiera. Non è di certo il silenzioso pubblico tedesco, che inizia i concerti con timidi applausi per poi sciogliersi soltanto dopo le prime canzoni. Facendo un po’ di attenzione, si possono distinguere chiaramente parole italiane tra il brusio del pubblico. Ecco cosa c’è di speciale questa sera: è una piccola notte italiana che riscalda una giornata piovosa di inizio maggio che ha ben poco di primaverile.

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Fate l’orchestra, non la guerra

Storia di un progetto folle divenuto realtà

Ein Film dokumentiert die Geschichte des interkulturellen Ensembles „Orchestra di Piazza Vittorio", das vom Regisseur Agostino Ferrente und dem Musiker Mario Tronco in Roms Bahnhofsviertel Esquilino gegründet wurde. Trotz der erfolgreichen Deutschland-Tournee im Jahr 2005 war die multiethnische Gruppe noch nie zu Gast in München: Wir hoffen auf einen baldigen Auftritt!

Rosanna Ricciardi

A vedere “L’Orchestra di piazza Vittorio”, a sentire come il regista Agostino Ferrente e il musicista Mario Tronco parlano di quella che nei momenti più difficili hanno pensato fosse “…solo una bella idea che forse tale doveva rimanere…”, a vedere la forza e la caparbietà che questi due artisti, migranti a loro volta, hanno messo in questo progetto, viene in mente un mito della Grecia di 30 secoli fa, una dea partorita dalla testa del padre già adulta e armata di lancia e scudo. C’è una scena speciale nello speciale “Sona e altre storie”, che fa parte degli extra del DVD del film, in cui Mario Tronco (pianista degli Avion Travel, il gruppo casertano a cui è riuscito, nonostante lo stile colto e raffinato, di vincere il Festival di Sanremo)

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La prima rappresentazione del Tristan und Isolde

Il dramma personale dell’amore impossibile di R. Wagner per M. W, viene riproposto nell’opera Tristan und Isolde, le cui rappresentazioni al Nationaltheater di Monaco furono funestate per lungo tempo da una curiosa serie di fatti luttuosi

Im August 1859 beendete Richard Wagner den letzten Akt von „Tristan und Isolde“, dem musikalischen Drama in drei Akten, dessen Handlung in Cornwall spielt. Die unglückliche Liebesgeschichte betraf Wagner selbst sehr stark: Ihn quälte zu dieser Zeit seine unmögliche Liebe zu Mathilde Wesendonck. Sechs Jahre später fand die Uraufführung des Dramas im Münchener Nationaltheater statt und initiierte eine Reihe von Trauerfällen, die ein ganzes Jahrhundert andauerte.

Giuseppe Muscardini

Se passando per Bonn trovassimo il tempo di sofferm arci davanti al ritratto di Mathilde Luckenme ier, conservato allo Stadtmuseum, non ci stupiremmo troppo dell’idillio nato fra Richard Wagner e la bella moglie dell’industriale Otto Wesendonck. Con l’occhio influenzato da un incontenibile senso estetico sorgerebbe in noi una domanda: avrebbe potuto il celebre musicista sottrarsi al fascino legato alla femminilità e all’eleganza di Mathilde? Karl Ferdinand Sohn dipinse Mathilde magistralmente due anni prima dell’incontro fatale tra la donna e il compositore. Ventiquattrenne lei, trentanovenne lui, nel febbraio 1852 i due maturarono per la prima volta una certa consapevolezza della passione che li avrebbe legati. Eppure il loro amore conobbe una lenta evoluzione, ostacolato dalla situazione complicata.

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La mia patria sono i miei ricordi

A colloquio con Pippo Pollina

Der beliebte Sänger aus Sizilien wurde in diesem Jahr zum Münchner Festival als Jurymitglied eingeladen. Mit bewegenden Melodien und anspruchvollen Texten begeistert er seeine Anhäger, welche hauptsächlich aus dem deutschsprachigen Raum stammen. Bei den Italienern in Bayern ist Pippo pollina aber noch ziemlich unbekannt. Er erzählt uns über sein Leben zwischen der Schweitz und Italien - ein Leben zwischen zwei Kulturen.

Daniela Ghidini

Un grande artista del panorama musicale europeo: Pippo Pollina. Più di venti anni di carriera, una musica emozionante, testi poetici con temi impegnati, è conosciuto soprattutto in paesi di madrelingua tedesca. Da una decina d’anni tiene regolarmente concerti in Italia dove i suoi album si trovano senza difficoltà, restando però, ancora inspiegabilmente sconosciuto alla maggioranza degli italiani che vivono in Baviera. Lo abbiamo incontrato a Monaco, dove è stato invitato a far parte della giuria del “Festival della Canzone italiana d’autore di Monaco”.

INTERVenti (IV): Certo,mi sembra veramente strano, ma so che molti italiani residenti in Germania non ti conoscono ancora. Cosa puoi raccontarci di te? Da quando e perché hai deciso di vivere all´estero?

Pippo Pollina (PP): Sono venuto dalla Sicilia per caso, senza famiglia, e poi, una volta arrivato, ho deciso di rimanere. Abito in Svizzera, a Zurigo, da 22 anni. Da allora ho cominciato a suonare anche in Germania  sempre più spesso e sempre più volentieri. Adesso ho la fortuna di poter contare anche qui su un pubblico molto generoso e fedele, che mi segue da tanti anni. Per lo più sono tedeschi, o meglio… il 95 per cento degli spettatori che mi seguono sono di madrelingua tedesca.

(IV): Hai deciso di rimanere all’estero perché ritenevi di avere più possibilità per realizzarti? È stata una decisione presa più con la testa o con il cuore?

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La realtà delle fiabe...

I Janas: anche a Monaco l’incanto della musica sarda

Trunfa, die sardische Maultrommel, Akkordeon, Gitarre und Schlagzeug sind einige der Instrumente, die die neun Männerstimmen der Musikgruppe „Janas“, auf Deutsch „Feen“, begleiten. Sie verbinden alte Klänge und Rhythmen Sardiniens mit denen anderer Gegenden zu einer Mischung aus Tradition und moderner Musik. Die Gruppe hat bereits einige Preise gewonnen, darunter den ersten Platz beim Festival des Sardischen Liedes im Jahr 1998 und den Maria-Carta-Preis 2004.

M. Cristina Picciolini

“ il paese di Seneghe illuminato nella notte si appoggia dolcemente sulla collina, una “luna grande dal bianco biancore”, volge lo sguardo sul lontano mare all’antica città fenicia di Tharros, le ombre della notte diventano riparo per due amanti …”

Nella piazza un pubblico attende, si apre il sipario, sulla scena un grande camino acceso accompagna la tiepida serenità di questa serata… Dei bambini curiosi, prendono posto intorno al focolare avvolto già di mistero… di leggenda …di una fiaba o forse di tante…

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