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Ponza: splendida isola tra mito e storia per un soggiorno indimenticabile nella bella stagione 

Am Horizont vor Gaeta ragt die verdrehte und langgestreckte Gestalt von Ponza auf, dem homerischen Eea, der Heimat der Zauberin Kirke, die sogar den listigen Odysseus verzauberte. Die Insel ist voller Mythen und Legenden.

Nicoletta Curradi

Firenze, 14 gennaio 2024.
Lontana dalla terraferma per conservarsi autentica, però vicina per invitare a facili escursioni. Ponza è l’esempio perfetto di isola del Mediterraneo. A 21 miglia dalla costa laziale, la più grande delle Isole Ponziane fu definita da Folco Quilici “una delle isole più belle del mondo”. Un mare dai riflessi incantevoli, scogliere scoscese a picco dove si arrampicano le capre e volano i gabbiani, oasi profumate di macchia mediterranea, casette dipinte a colori pastello che sembrano una cartolina.

Corre voce che Ponza sia l’isola dei VIP, dove arrivano gli yacht di Leonardo Di Caprio e Beyoncé. Personaggi che si incontrano a passeggio tra i negozietti di artigianato locale di lino, rafia, paglia, ceramica. Oppure sono vicini di tavolo nei ristoranti che conservano un’eccellente tradizione gastronomica isolana. 

Chi non ama la mondanità può andare alla ricerca di una Ponza più discreta e appartata. Ci si allontana dal porto affollatissimo di barche grandi e piccole, di yacht e motoscafi, per salire in alto a scoprire strade panoramiche. Numerosi sentieri invitano al trekking, come quello verso Punta Incenso, un sentiero abbastanza facile, immerso nei profumi e nei colori di lentisco, mirto, elicriso, assenzio, ginestre, orchidee selvatiche. Dall’alto si scoprono, tra agavi e fichi d’India, le ville circondate dal verde, perfino i vigneti terrazzati, le calette solitarie color smeraldo.

Arrivati a Punta Incenso, nelle giornate più terse, si intravede un panorama infinito che arriva al promontorio del Circeo e alle coste del basso Lazio. La forma stretta e allungata di Ponza, con innumerevoli rientranze, offre scorci sempre diversi sia da terra che dal mare, che è l’elemento da godere a tutte le ore, la mattina da una terrazza, facendo colazione, durante il giorno in un’escursione in barca o in gommone, al tramonto, quando si ritorna in porto per l’aperitivo. Le escursioni in barca organizzate dalla Cooperativa Barcaioli Ponzesi portano a scoprire le calette più nascoste e inaccessibili, con scogliere a picco striate dal giallo dello zolfo o nerissime di pietra lavica o bianche di calcare. Spettacolari i passaggi tra i faraglioni, gli archi naturali, le grotte. E si può anche consumare un pranzo veloce a bordo, preparato dal barcaiolo. Simpatico il "gelataio del mare" che arriva col suo natante per soddisfare la voglia di dolce dei vacanzieri.

Una sosta imperdibile è a Palmarola, l’altra bellissima isola ponziana, più piccola e selvaggia, dalla natura integra e fondali marini spettacolari, paradiso dei sub.

Presenze importanti qui: la mitica maga Circe, descritta da Omero nell'Odissea, probabilmente aveva il suo antro proprio a Ponza, chiamata Eea.

I Romani considerarono l’isola un punto strategico fondamentale per il controllo del Tirreno centrale e lasciarono tracce importanti  come enormi cisterne sotterranee per l’acqua,  costruite con abilità ingegneristica.

Una nuova fase storica avviene con i Borboni di Napoli che, alla fine del ‘700 inviarono a Ponza forzati ergastolani destinati a opere di cava e di miniera.  Nel ventennio fascista Ponza ha visto l’arrivo di confinati politici, in seguito divenuti parlamentari della Repubblica, come Nenni, Amendola, Pertini.

Tutti i colori della splendida natura mediterranea raccolti in un solo posto a due passi da uno splendido mare. Ecco il Giardino botanico. Si tratta di un vero e proprio “serbatoio biogenetico”, per salvaguardare la biodiversità dell’isola, e creare le condizioni per un significativo ripopolamento. Autentico scrigno di profumi e colori, in particolare delle rarissime orchidee selvatiche, 

Sul piano enogastronomico Ponza offre ottime occasioni di gusto. Acqua Pazza, dal 2006 una stella Michelin, gode di una  vista mozzafiato e serve piatti scenografici di pesce freschissimo, verdure del territorio , pasta e pane homemade.

Altri ristoranti da non perdere: 
Circondato da pergolati di glicine, il raffinato ristorante Il Melograno nel Grand Hotel Santa Domitilla, aperto nella stagione estiva, ha in carta piatti tradizionali della cucina mediterranea accompagnati da vini pregiati.

Ottima la cucina del Levante, che la sera mostra tramonti suggestivi, e quella de La Campanella dalla gestione giovane e dinamica.

Anche il vino di Ponza merita attenzione ed è prodotto  in vigneti difficili, con una cosiddetta “viticoltura eroica”. Interessante il progetto di valorizzazione di vitigni autoctoni intrapreso dal Casale del Giglio, con la produzione del Faro della Guardia, a base di vitigno Biancolella di Ponza. Altre notevoli cantine ponzesi sono Marisa Taffuri, Tre Venti e Migliaccio.

Per alloggiare:

Grand Hotel Chiaia di Luna, con vista spettacolare sulla baia di Chiaia di Luna.
Grand Hotel Santa Domitilla, lussuoso e con un suggestivo percorso benessere.
Hotel Bellavista, in ottima posizione, a pochi metri dal molo e dalla piazzetta, con una panoramica terrazza affacciata direttamente sul mare e sui faraglioni.
Piccolo Hotel Luisa. A gestione familiare, ristrutturato nel corso degli anni, con camere tutte diverse.

 

Info: www.prolocodiponza.it

 

 

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