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L'Africa è il nostro futuro

La migrazione dal continente nero segnerà il destino politico e sociale dell’Europa

Pasquale Episcopo

Monaco, 18 luglio 2017.
L’obiettivo principale dei vertici G20 è la crescita economica sostenibile. Un obiettivo arduo se si pensa che per crescita si intende quella globale. Anche quest’anno non sono mancate manifestazioni e proteste contro un vertice che da quando è stato creato, nel 1999, è diventato espressione da una parte di buone intenzioni e grandi aspettative, dall’altra di forti delusioni. Queste, a ben guardare, sono la conseguenza delle contraddizioni, di cui il G20 è portatore, intrinseche nel binomio crescita-capitalismo. I Paesi membri rappresentano il 90% della ricchezza del mondo, l’80% del commercio mondiale e sono responsabili dell’84% delle emissioni totali di gas serra. L’Africa è la grande esclusa dalla festa (solo il Sudafrica ne è membro) ma, a guardar bene, è lei che paga il conto. 

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Falcone e Borsellino, il loro lascito

A 25 anni dalla morte i due giudici sono stati ricordati a Monaco 

Pasquale Episcopo.

Monaco, 3 luglio 2017.
Nella memoria collettiva di un popolo ci sono date indelebili. Sono scolpite nel ricordo degli individui di un’intera nazione. 23 maggio e 19 luglio 1992, Capaci e via D’Amelio. Le stragi in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono un triste capitolo della storia recente d’Italia. Furono atti di guerra sferrati con deliberata violenza dalla mafia siciliana, da Cosa Nostra. Fu un colpo al cuore dello Stato, uno dei momenti più bui e drammatici nella storia della Repubblica. Sono passati 25 anni e il ricordo è intatto. Ci è rimasto addosso come la cicatrice di una ferita profonda. Oggi sappiamo chi furono gli esecutori e i mandanti di quelle stragi, molti dei quali sono stati assicurati alla giustizia. Sappiamo tuttavia che la mafia non è stata sconfitta. Sappiamo che non bisogna abbassare la guardia e che di mafia bisogna parlare. In Italia, e anche all’estero.

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Uno contro tutti

L'annuncio di Trump sul clima isola l'America e rappresenta una minaccia per il pianeta

Pasquale Episcopo

Monaco, 2 giugno 2017.
Da alcuni mesi il mondo aldilà dell'Atlantico è cambiato e le le notizie che lo dimostrano sono all'ordine del giorno. Anche l'ultima, assai temuta, è giunta puntuale. Donald Trump ha formalmente dichiarato che gli Stati Uniti non intendono rispettare gli accordi sul clima. 

Con il 18% di emissioni di gas serra a livello globale, gli Stati Uniti sono tra i paesi maggiormente responsabili del riscaldamento del pianeta. Solo la Cina fa peggio, con circa il 24%, ma il rapporto tra le rispettive popolazioni è di uno a quattro. Nel mese di dicembre 2015 a Parigi, nell'ambito dei lavori della conferenza ONU sul clima denominata COP21, i delegati di 195 nazioni, praticamente la totalità della popolazione mondiale, approvarono il testo di un accordo storico: mantenere l’incremento della temperatura media globale al di sotto di 2 gradi rispetto ai valori preindustriali.

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Battaglia Navale

Perché le scaramucce tra USA e Nord Corea non devono preoccuparci

Pasquale Episcopo

Monaco, 30 aprile 2017.
D7, colpito e affondato. Alla battaglia navale abbiamo giocato tutti. Per giocare bastava un foglio di carta a quadretti e una matita. Si disegnava il campo di battaglia che rappresentava l'oceano o il mare e consisteva in una tabella di forma quadrata o rettangolare, con righe e colonne identificate da numeri e lettere dell'alfabeto. I giocatori dovevano scegliere dove mettere le navi della loro flotta, disponendole in modo da renderne difficile l'individuazione e l'affondamento. Così navi ammiraglie, corazzate, fregate, e persino portaerei trovavano spazio in questo mare asciutto, fatto di carta. La loro importanza era proporzionale al numero di quadratini usati per rappresentarle. Le flotte erano perfettamente uguali in modo da non avvantaggiare nessuno dei giocatori. Quando la battaglia iniziava, a turno si sparava un colpo cercando di fare centro. 

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L'Europa della paura

Romano Prodi ospite all'Istituto Italiano di cultura di Monaco

Pasquale Episcopo

Monaco, 30 gennaio 2017.
Dopo il benvenuto del direttore Francesco Ziosi, Romano Prodi, intervistato da Carmen Romano, Projekt Manager della Georg-von-Vollmar-Akademie, ha risposto a domande afferenti ai temi dell’economia, dei rapporti internazionali e delle prospettive per l’Europa.

 Ma ha subito gelato il numeroso pubblico: “Non sono venuto a parlarvi di rose e fiori”. Queste le parole, inquietanti, con cui l'ex-presidente della Commissione Europea ha voluto sottolineare la gravità dello stato di salute in cui versa l'Europa a sessant’anni dalla firma dei trattati istitutivi della Comunità Europea.

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Gli italiani a Monaco preferiscono Facebook

Intervista a Fabio Sogni, da qualche anno al timone del gruppo Facebook Italiani a Monaco insieme all’astrofisica Paola Mucciarelli che lo coadiuva nella gestione del gruppo

Debora Francione

Monaco di Baviera, 23 novembre 2016.
I circa 26 mila italiani che vivono a Monaco di Baviera formano una delle comunità più corpose del capoluogo bavarese e sono in continuo aumento. Se in passato gli italiani si spostavano con valigie di cartone e senza avere idea alcuna del Paese ospitante, oggi grazie ad internet è possibile comunicare utilizzando piattaforme mediali come Facebook per racimolare notizie utili da chi il vecchio Stivale lo ha lasciato da tempo: che si tratti di gruppi di svago e divertimento o di pagine con offerte di lavoro, lo spirito collaborazionista degli italiani a Monaco non delude. A spiccare tra tutte le pagine dedicate agli italiani a Monaco, è con 12.462 iscritti (ultimo aggiornamento 20/12/2016) il gruppo Italiani a Monaco, la cui particolarità risiede non solo nel vasto numero degli iscritti, ma anche nell’amministratore del gruppo, Fabio Sogni, da tutti conosciuto per la sua ironia, il suo pugno di acciaio che alterna ad una fine strategia comunicativa (anche contro i troll).

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Buscar el levante por el poniente

Alessandro Gambaro

Roma, 13 novembre 2016.
...cioè trovare una "scorciatoia" marittima per arrivare al mitico Catai evitando le lunghe traversate carovaniere: questo era l'obiettivo di Cristoforo Colombo quando si mise per mare nell'Oceano a metà del millennio scorso.

In realtà Cristoforo Colombo dopo qualche mese di mare trovò, è vero, una terra mai vista prima e, secondo quanto racconta Pascarella, trovò anche un tale che si presentò dicendo: "e chi ho da esse’? so’ un servaggio". "Un servaggio", disse, non "un cinese". In realtà Cristoforo Colombo, con tutta la buona volontà, non riuscì mai a spacciare per Catai, per Cina voglio dire, il mondo nuovo che aveva scoperto.

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Siamo tutti vittime e responsabili di un mondo sempre più violento e indifferente

Un commento sul recente attentato di Monaco

Silvia Alicandro

Monaco, 9 settembre 2016.
Sono passate alcune settimane dall'ultimo triste episodio che ha colpito e stupito i cittadini di Monaco, la cosiddetta città a criminalità zero della Germania.

La percezione della sicurezza per le strade e nei luoghi pubblici è cambiata: molti continuano a chiedere e si domandano se possono prendere i mezzi di trasporto senza pericolo o andare a visitare una città, un museo senza incorrere in qualche atto scellerato e perdere la propria vita o quella delle persone care. Non siamo abituati a sentirci dire"non uscite di casa... non  sappiamo quanti e chi sono gli attentatori... " e ascoltare i rumori di elicotteri e sirene con un dispiegamento di forze dell'ordine mai visto prima.
Improvvisamente ci si sente assediati in un coprifuoco irreale, impauriti e preoccupati per familiari ed amici.

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Lo scemo del villaggio

L’emarginazione e il bullismo come condizioni sociali della strage di Monaco

Alessandro Gambaro

Santa Giulia (Savona), 23 luglio 2016.
Tanti anni fa in ogni paesello c'era "lo scemo del villaggio", che era scemo per le più diverse cause, e spesso, non era scemo ma semplicemente uno che non si adattava alle regole normali. Anche qui a Santa Giulia c'era lo scemo del villaggio: amico di tutti, gran cercatore di funghi e di lumache. Tutti dovevano stare attenti a non dargli da bere, altrimenti "si incattiviva".

Ma anche a scuola c'era il ragazzino "ritardato" cui tutti facevano gli scherzi, ma che poi tutti aiutavano. Oggi la società è diventata più dura: appena uno è "fuori delle righe" ha diritto all'insegnante di sostegno, ma non alla pietà e al conforto dei compagni. Lo scemo del villaggio viene subito curato e i casi sono due: o rientra nei ranghi o viene espulso.

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L'integrazione europea sta a cuore di molti

Celebrata a Monaco di Baviera la Giornata dell'Europa

(Comunicato stampa Pro Europa Una e.V)

Monaco, 22 maggio 2016.
L'associazione Pro Europa Una e. V. era presente alla manifestazione partecipando  con alcuni suoi soci. Come in passato, è stata invitata dall’Europa Bewegung Bayern e.V. tramite la presidente Ulla Rüdenholz. Che Atene, Roma e Valori Cristiani siano le basi comuni per una reale integrazione dei cittadini d'Europa lo abbiamo di nuovo proposto e documentato come lo facciamo dal 1993. Si sono fatte molte nuove conoscenze.

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Psicostasia

Considerazioni sulla vicenda di Giulio Regeni alla luce delle credenze dell'antico Egitto

Pasquale Episcopo

Monaco, 14 aprile 2016.
Gli antichi egizi credevano nell’esistenza della vita dopo la morte. Il libro dei morti era un testo sacro rappresentato da una raccolta di formule magiche che dovevano servire a proteggere il defunto e ad accompagnarlo durante il suo viaggio verso l'aldilà. Questo viaggio era pieno di insidie e di ostacoli e solo quelli che li superavano potevano accedere ad una specie di paradiso rurale governato da Osiride, dio dell'oltretomba. Tra gli ostacoli e le prove da superare c’era quella della psicostasia, che consisteva nella pesatura del cuore. 

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Crisi di leadership 

Amaro bilancio della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco

Pasquale Episcopo

Monaco, 15 febbraio 2016.
La 52esima Conferenza sulla Sicurezza di Monaco ha avuto luogo dal 12 al 14 febbraio scorsi in un clima di grande incertezza dovuta alle numerose crisi internazionali. La conferenza è il più importante appuntamento, a livello mondiale, in cui si discute di sicurezza globale. Molti i capi di stato convenuti, moltissimi i ministri, soprattutto degli esteri e della difesa, svariate le delegazioni istituzionali, i rappresentanti ONU, militari e della Nato. Intorno a loro e intorno all’albergo sede della conferenza un miniesercito di poliziotti ha assicurato la sicurezza della manifestazione. Quest’anno ne sono stati allertati 3700. Per non parlare del personale addetto all’organizzazione, alla logistica, ai servizi. I giornalisti accreditati sono stati circa un migliaio. 

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Quali prospettive nel nuovo anno per i bambini?

Silvia Alicandro

Monaco, 15 gennaio 2016.
Da poche settimane sono terminate le feste di Natale e molti bambini fortunati sono stati al centro dell’attenzione delle loro famiglie in cui molti genitori, zii, nonni ed amici hanno cercato di renderli felici con numerosi regali.

Molti altri bambini non sono stati così fortunati e non lo saranno nell’immediato futuro.
Non c’è speranza per i bambini che continuano a subire le guerre nei loro Paesi, né per quelli che sono costretti a lasciarli per cercare di trovare un luogo dove crescere e vivere in pace, rischiando la loro vita, insieme alle loro famiglie, ogni volta che si affidano ai venditori di merce umana.

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Italienisches Wetter

A memoria d'uomo a Monaco a Natale un tempo così bello non l'avevamo mai visto

Pasquale Episcopo.

Monaco, 29 dicembre 2015.
Fa caldo, nonostante l'inverno. Le temperature miti invogliano a fare gite fuori città o passeggiate nei parchi. Oggi sono stato all'Englischer Garten. Mi sono seduto su una panchina, al sole, e ho tolto la giacca. Vicino a me era seduta una coppia di anziani. Anche loro si godevano il sole, anche loro in maglione. Parlando del tempo hanno usato l'aggettivo "italienisches".

In Italia fa anche più caldo. Al sud è praticamente primavera. La gente se non va nei parchi, va sulle spiagge. Qualcuno in Sicilia si è persino messo in costume. Ma ci sono anche lati negativi. A causa della mancanza di pioggia, i livelli di concentrazione di polveri sottili nell'aria sono notevolmente aumentati. Nei giorni scorsi in molte città è stata decisa la circolazione a targhe alterne. All'inizio della settimana nelle principali città della pianura padana la circolazione è stata bloccata del tutto. Sono gli effetti immediati e a breve termine di un'emergenza climatica che in altre regioni del pianeta è diventata drammaticamente cronica. A Pechino per esempio. 

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Intervista al Console Generale di Monaco Renato Cianfarani

Pasquale Episcopo

Monaco, 13 dicembre 2015.
Il 23 novembre scorso abbiamo avuto un incontro con il Dott. Renato Cianfarani, nuovo Console Generale a Monaco. Qui ne riportiamo le parti salienti.




INTERVenti (IV): Signor Console, innanzitutto La ringraziamo per averci concesso l’intervista il cui scopo è anche quello di presentarLa alla comunità italiana. Ci parli di Lei, della regione di provenienza, se vuole della Sua famiglia, dei Suoi studi, della Sua carriera diplomatica fino all’attuale incarico a Monaco.



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Valeria

Il ricordo della nostra connazionale uccisa a Parigi nelle parole dei suoi genitori

Pasquale Episcopo

Monaco, 15.11.15.
Tra i morti di Parigi c’è anche Valeria Solesin, 28 anni, veneziana. Venerdì sera era col fidanzato e due amici all’ingresso del teatro Bataclan proprio nel momento dell’irruzione dei terroristi. Fidanzato e amici sono riusciti a salvarsi, lei no. Nella giornata di sabato era stata data per dispersa e ciò aveva alimentato la speranza che fosse ancora viva. Domenica mattina sono stati i suoi stessi genitori a dare la notizia, dopo averla appresa dal console italiano a Parigi. Lo hanno fatto in una breve intervista rilasciata ai giornalisti di Rainews24. 

Nell’intervista padre e madre consegnano agli intervistatori, e agli italiani tutti, un ricordo della figlia che è una lode estrema, lucida e pacata, dolce e commovente al tempo stesso. Una lode che colpisce per la grande compostezza nonostante l’immenso dolore che pur traspare. 

“Nostra figlia è morta” ha detto subito il padre. “Probabilmente venerdì. Poi il giorno dopo, siccome Valeria secondo l’unità di crisi non risultava negli elenchi, abbiamo sperato fino alla sera - vuoi continuare tu?” e qui Alberto Solesin, forse non sentendosela più di parlare, ha ceduto la parola alla moglie  “... quello che a me preme, anche a mio marito sicuramente, è un ricordo di nostra figlia che era una persona meravigliosa. Voi avrete letto la sua biografia, avete saputo di lei. Se questo ricordo può essere diffuso, questo, questo forse è l'unica cosa che ci preme da dire, perché tanto, voglio dire, quello che è successo verrà poi appurato, ci sarà modo di accertarlo. (...) Noi porteremo sempre nel cuore nostra figlia nel suo essere figlia e anche persona, cittadina, studiosa. Ecco potrei parlare delle mille sfaccettature, era una persona meravigliosa che ci mancherà molto, potrei dire che mancherà molto anche al suo paese. Persone così sono persone importanti. Sì, era un cervello in fuga, ed era simpatica e spiritosa". 

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I bari della Volkswagen

Lo scandalo dei valori dei gas di scarico manomessi danneggia la reputazione di un'intera nazione

Pasquale Episcopo

Monaco, 22 settembre 2015.
Il 66° Salone dell’automobile di Francoforte apertosi al pubblico il 19 settembre scorso, verrà ricordato per due motivi. Il primo è il mancamento del nuovo Chief Executive Officer (CEO, amministratore delegato, ndr) del Gruppo BMW Harald Krueger, crollato improvvisamente a terra durante una conferenza stampa. Fortunatamente questo mancamento non ha avuto conseguenze serie. Sorretto da due addetti alla sicurezza, Krueger ha lasciato il palco e poche ore dopo è giunta la notizia che il CEO si è ripreso completamente.

Il secondo motivo è stato l’annuncio, dato ieri 21 settembre, di una notizia che ha generato un secondo mancamento, anzi un vero e proprio crollo, questa volta con ben più gravi conseguenze. Anche questo mancamento ha interessato un colosso dell’industria automobilistica tedesca nonché primo produttore mondiale di autoveicoli: Volkswagen. L'azienda di Wolfsburg ha manipolato i dati relativi alle emissioni dei suoi motori diesel dichiarandone valori diversi di quelli effettivi.

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Il pilastro del cielo

Il significato degli alberi nella mitologia e nelle favole

Patrizia  Gelli

Como, 20 settembre 2015.
Gli alberi nella notte dei tempi dovettero apparire come espressioni miracolose della madre terra, simbolo del rinnovarsi delle stagioni e quindi della vita.
Successivamente tutte le civiltà rivendicarono il loro albero sacro. Così gli alberi entrarono nelle filosofie delle più complesse religioni rappresentando, con la loro verticalità, il desiderio di ascesa spirituale proprio di ogni uomo.
Inoltre si identificarono con il legame tra tre mondi: il sotterraneo, o degli inferi con le radici, quello della superficie terrestre con il fusto e quello dell'aria con la chioma, fino a diventare universalmente  ‘l'asse del mondo’  o  ‘il pilastro del cielo’.

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Monaco città d’accoglienza

La capitale della Baviera oggetto di una ondata migratoria senza precedenti

Pasquale Episcopo

Monaco, 15 settembre 2015.
È considerata la città "più settentrionale d'Italia", ora rischia di esser chiamata la Lampedusa tedesca. Da quando i profughi siriani, afgani e iracheni hanno cominciato a percorrere la cosiddetta rotta dei Balcani, Monaco di Baviera è diventata in Europa la città più interessata dalla migrazione, punto di incrocio di flussi che arrivano non solo da Est, ma anche da Sud. Nelle ultime settimane i controlli al Brennero hanno funzionato a intermittenza e molti migranti, soprattutto eritrei, hanno potuto raggiungere la Germania. Non tutti vogliono restare in Germania, molti vogliono andare in Danimarca, in Olanda o in Svezia. Nei primi dodici giorni di settembre gli arrivi alla stazione centrale sono stati complessivamente sessantamila. Sabato 12 settembre ben tredicimila. Nel commentare questi numeri il sindaco Dieter Reiter si è detto preoccupato: “La città ha raggiunto i suoi limiti”.

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Vergogna d'Europa

Le colpevoli responsabilità delle direttive UE sulla migrazione

Pasquale Episcopo

Monaco, 30 agosto 2015.
Non solo in mare avvengono le tragedie dei migranti. Ora anche sulla terra ferma. La differenza non è da poco. Il mare ingoia e occulta, la terra no. Il camion trovato in Austria non poteva essere nascosto. È stato abbandonato, semplicemente. Ora diranno che è colpa dei trafficanti, che bisognerà inasprire i controlli. Quei morti, come quelli nei barconi, sono la vergogna d’Europa. Le vite perse, non solo nel Mediterraneo, sono un atto di accusa all’incapacità dell’Unione Europea di governare l’ondata migratoria che si è riversata sul vecchio continente. Ma non solo di incapacità si tratta. Una parte del problema è nelle regole che l’Europa si è data.

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Dante Alighieri ed il suo sogno d’Europa

Monaco, 14 luglio 2015.
(Comunicato stampa dell’associazione Pro Europa Una e.V.) Un qualificatissimo pubblico alla conferenza organizzata dall’associazione Pro Europa Una su Dante Alighieri ed il suo sogno di Europa, tenutasi presso l'Ufficio Informazioni del Parlamento europeo a Monaco di Baviera.

Un tema di attualità: perché se l'Europa vuole avere un futuro, deve affermarsi come una comunità di valori e fondamenti condivisi.

Pertanto, è particolarmente importante in un periodo di bassissima coscienza storica, ricordare quei grandi personaggi, che sono stati non solo i pionieri culturali del vecchio continente, ma anche  leader di pensiero e modelli di ruolo del nostro tempo.

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Piazza Syntagma

Quando rileggere la storia aiuta a capire il presente e ad immaginare il futuro

Pasquale Episcopo

Monaco, 5 luglio 2015.
La storia della Grecia che tutti conosciamo è quella dei tempi della scuola e si limita al periodo classico, quando il Mediterraneo e il Mar Nero erano disseminati di colonie greche, quando grazie alla scrittura, alle scienze e alla filosofia Atene era il centro del mondo. Fino a diventare, come città-stato nel 508 a.C., la prima democrazia del pianeta. Poi ci furono la decadenza, le lotte interne, l’influenza dell’impero persiano, la dominazione romana, quella bizantina, quella ottomana.

Dopo la guerra di liberazione dall’impero Ottomano, il popolo greco non riuscì a instaurare, subito e pienamente, la propria sovranità. Le grandi potenze europee (Inghilterra, Francia, Russia e Baviera) che con le loro flotte e i loro eserciti avevano aiutato il popolo greco a liberarsi dagli ottomani, non persero l’occasione di mettere le proprie mani (e i propri piedi) sulla Grecia. Nel 1832 con la Conferenza di Londra istituirono il Regno di Grecia a capo del quale fu posto, come primo monarca, il bavarese Ottone di Wittelsbach, passato alla storia col nome di Ottone di Grecia. Dopo anni di dominazione turca la Grecia aveva un suo regno, ancorché retto da uno straniero.

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Dal Canale di Sicilia alle Alpi

Ricordi e tracce della Resistenza italiana

Monaco, 21 giugno 2015.
(gm) Nella sala dello Stemmerhof, a Monaco di Baviera, si è tenuta in occasione dei settant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale un’interessante conferenza che ha visto la presentazione delle storie di quattro partigiani, che hanno dato il loro contributo personale alla Resistenza italiana.

Durante le presentazioni i relatori, ed anche organizzatori dell’evento, hanno letto brevi passi tratti dalle biografie dei personaggi e mostrato attraverso interessanti videoracconti materiale storico ed interviste originali.

Angelo Lauricella, ex-senatore e attuale Presidente ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Agrigento, ha aperto la conferenza con la presentazione del siciliano Salvatore Di Benedetto.

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Castelli a cinque stelle

Il prossimo G7 sarà tenuto in un luogo da fiaba, ma in un clima di accese proteste

Pasquale Episcopo

Monaco, 2 giugno 2015
È noto che Ludwig II, eccentrico re della Baviera vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, amava i monti e le valli delle Alpi bavaresi. Il suo castello Neuschwanstein, vicino a Füssen, è famoso in tutto il mondo. Un'altra dimora regale, molto più piccola e modesta e pertanto meno nota, era quella di Schachen, a 1866 metri di altitudine, non lontano da Garmisch-Partenkirchen e da una località chiamata Elmau. A Elmau esisteva un Gasthaus (albergo ndr) dove il re spesso si fermava nel giorno del suo compleanno, che cadeva il 25 agosto. Esattamente nel luogo dove sorgeva questo Gasthaus fu edificato, nel 1916, un castello di grande bellezza, oggi sede di un albergo a cinque stelle che è sotto tutela monumentale e che fa parte della ristretta lista dei circa 430 hotel più lussuosi del mondo. 

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L’importante è non tacere

Un messaggio ancora attuale e una speranza per il futuro, in occasione del settantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Dachau

Silvia Alicandro

Dachau, 3 maggio 2015.
Un bel messaggio quello dei giovani studenti presenti oggi al 70º anniversario della liberazione del campo di concentramento di Dachau: “Qui abbiamo capito che è importante non tacere; qui impariamo, rendiamo onore e mai dimenticheremo”.

Niente di quello che è accaduto a Dachau e in altri Lager sarebbe accaduto se la società avesse reagito con forza e non avesse taciuto; troppi hanno deciso di “volere non sapere”.

Molti dei sopravvissuti, invece, volevano che i giovani sapessero cosa erano stati capaci di fare altri essere umani, volevano, e vogliono ancora oggi, raccontare il loro dolore, le loro sofferenze, la loro tristezza perché mai più possa accadere un tale crimine.

Ognuna delle storie raccontate oggi ha riportato i presenti ad un tempo di crudeltà e di violenza che disorienta per la malvagità che non si è fermata neanche di fronte ai bambini; neppure i soldati americani, che erano riusciti a liberare i prigionieri rimasti, potevano credere a quello che vedevano con i loro stessi occhi.

Anche loro oggi erano accanto ai sopravvissuti venuti da tutto il mondo per ricordare e ringraziare, ancora una volta, insieme a tutti i presenti, chi li aveva salvati e chi aveva permesso la liberazione dal nazismo e la nascita della democrazia. 

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Donne d’Europa.
Problematiche sociali e psicologiche della nuova emigrazione. Realtà sociale e processo di emancipazione

(Comunicato stampa: Contributo di Norma Mattarei – psicologa presso la Caritas di Monaco - in occasione dell'incontro annuale RETEDONNE "DONNE D'EUROPA", svoltosi a Monaco il 29 novembre 2014)

L’idea di vedere la donna nella dimensione europea è senz’altro positiva. L’Europa consente mobilità, apertura, scambi, nuovi sviluppi e nuove vedute, quindi nuove opportunità. I vantaggi dell’appartenenza all’Unione Europea sono ancora più evidenti se ci si confronta con i cittadini extracomunitari, che non godono della libertà di circolazione, che hanno bisogno del permesso di lavoro e sono sottoposti a tutta una serie di restrizioni. Allo stesso tempo l’Europa è anche la causa di problemi, di crisi e ogni Paese crea barriere che escludono le categorie di persone non gradite. Barriere giuridiche, culturali, sociali. Per cui, quando si discute della dimensione europea ritengo necessario che si veda il fenomeno in tutta la sua complessità.

Passando ad analizzare le cause dell’emigrazione femminile, possiamo constatare come la crisi economica e finanziaria abbiano acutizzato problemi già esistenti da tempo.

L’alto tasso di disoccupazione, il fenomeno della nuova povertà sono fra i motivi principali che spingono sempre più persone, fra cui le donne, a lasciare le proprie zone di origine per altre regioni e altri Paesi.

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La donna nel sistema previdenziale tedesco

(Comunicato stampa: Contributo di Lara Galli - responsabile del Patronato INCA-CGIL di Monaco - in occasione dell'INCONTRO RETEDONNE "DONNE D'EUROPA", svoltosi a Monaco il 29 novembre 2014)

Cercherò di offrire spunti di riflessione su di un sistema previdenziale che, negli ultimi decenni si è dovuto adeguare a nuovi equilibri tra mercato del lavoro e previdenza e che in questo mercato del lavoro ha visto emergere con forza la figura femminile, prima relegata ad un ambiente domestico.

In alcuni casi, però, paradossalmente, nelle sue riforme volte a favorire la donna e le sue nuove esigenze, il sistema previdenziale tedesco non ha fatto altro che riconfermare la classica visione del ruolo della figura femminile.
La Germania è stato il primo Paese ad aver introdotto un sistema previdenziale pubblico, ossia gestito dallo Stato.
L’assicurazione sociale obbligatoria, infatti, è stata introdotta alla fine dell’800 dal cancelliere Bismark.
L’obiettivo era, ed è, quello di fornire prestazioni previdenziali a coloro che, dopo aver contribuito al sistema, hanno cessato l’attività lavorativa (quale principale fonte di reddito) per ragioni di età anagrafica o contributive (pensione di vecchiaia o di anzianità), per sopravvenuta incapacità lavorativa (pensione di invalidità), per il decesso di un familiare (pensione di reversibilità) o a coloro che, pur avendo raggiunto l’età pensionabile, sono sprovvisti di qualunque fonte di reddito (pensioni assistenziali).

Leggi tutto: La donna nel sistema previdenziale tedesco - Retedonne - Relazione di Lara Galli

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Donne d’Europa

Il 29 novembre presso l’Istituto di Cultura ha avuto luogo il convegno annuale di ReteDonne

Pasquale Episcopo

Monaco, 4 dicembre 2014.
“Mi rallegro con gli organizzatori della giornata-dibattito sul ruolo della donna. In una prospettiva di sviluppo sostenibile, oggi, a distanza di venti anni dalla Conferenza sulla Donna delle Nazioni Unite (Pechino, 5 agosto 1995, ndr) questo ruolo è ampiamente riconosciuto. Questo non significa che non si debba continuare a parlarne affinché si maturino conoscenze e si producano indicazioni operative per la comunità”.

Con queste parole il console Filippo Scammacca del Murgo ha salutato l’inizio dei lavori dell'incontro annuale di ReteDonne e.V. dedicata alle donne d'Europa. Una giornata densa di interventi di analisi delle svariate e molteplici problematiche che caratterizzano la condizione delle donne, purtroppo ben lungi dall’essere idilliaca. 

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Donne Europee in Germania: Partecipazione politica. Libertà è partecipazione

(Comunicato stampa: Contributo di Daniela Di Benedetto - presidente del PD - di Monaco) in occasione dell'INCONTRO RETEDONNE "DONNE D'EUROPA" a Monaco  il 29 novembre 2014) 

(Foto: Eleonora Cucina)  

La partecipazione alla vita politica è un valore la cui percezione negli ultimi anni sta cambiando, sia da un punto di vista della partecipazione attiva al voto che per quanto riguarda il coinvolgimento nei gruppi politico/associativi e quindi nell’esercizio del diritto di voto passivo.

Siamo donne d’Europa e occorre fare un ragionamento sulla partecipazione politica dei migranti Europei in Europa quanto sul coinvolgimento dei giovani e delle donne, coinvolgimento spesso controverso ma sicuramente in evoluzione.

Essere cittadini
La partecipazione alla vita politica è un valore e in essa è insito uno dei principi delle libertà individuali più importanti: per dirla alla Gaber, non solo la libertà d’opinione ma anche della condivisione e della corresponsabilità. Scegliere di partecipare vuol dire assumersi in libertà la corresponsabilità della società in cui viviamo.

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Nuova emigrazione e disagio psicologico: percorsi di donne italiane a Monaco di Baviera

(Comunicato stampa: Contributo di Camilla Tucci-Fritsch - psicologa presso la Caritas di Monaco - in occasione dell'INCONTRO RETEDONNE "DONNE D'EUROPA", svoltosi a Monaco  il 29 novembre 2014).

Monaco, 5 dicembre 2014.
Diversi percorsi hanno condotto le donne italiane nell'ultimo decennio a trasferirsi dall'Italia alla Germania (ricerca di un lavoro, desiderio di un futuro migliore circa condizioni socio-economiche precarie, oppure per seguire il marito nella scelta di lavorare all'estero, per motivi di studio, convivenza con un partner tedesco) ma alcune difficoltà hanno rappresentato un minimo comune denominatore  nell'esperienza dell'integrazione sociale nel nuovo contesto culturale.

Confrontarsi con modi di fare, stili di vita, costumi e mentalità differenti da quelle abituali e conosciute risulta un processo piuttosto impegnativo che richiede una ridefinizione dei propri schemi di riferimento mentali.

A livello relazionale esprimersi in una lingua diversa dalla propria può impedire a volte di realizzare una comunicazione autentica e spontanea, così come può rappresentare un limite all'espressione della propria personalità.

Nella mia attività di psicologa e psicoterapeuta che lavora a Monaco quasi esclusivamente con connazionali italiani ho avuto modo di conoscere diverse storie di vita e percorsi di donne che si sono trasferite dall'Italia.

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